Recensione su Ribelle - The Brave

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Ritorno alla tradizione / 20 Settembre 2012 in Ribelle - The Brave

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Merida è l’ultima di una lunga serie di principesse Disney, ma è diversa da tutte le altre: è l’unica riccia e non aspetta il principe azzurro. Difatti, il primo dei grandi insegnamenti di questo film d’animazione è l’emancipazione femminile, che per potersi affermare deve affrontare uno scontro generazionale.
Merida è una ragazzina che deve imparare ad accettare le proprie responsabilità e a far coesistere la propria individualità con esse.
Come insegna sua madre, la regina, c’è un motivo se esistono le tradizioni e bisogna rispettarle; ma l’importante è che esse siano adattate alle nuove esigenze, nel caso in cui se ne presentino. Merida, sbagliando, imparerà a trovare la giusta misura, il giusto equilibrio, ad apprezzare ciò che ha e a non darlo per scontato.
Questa è la morale alta del film, ma credo che ciò che commuova di più, che rimanga più impresso e che forse nei nostri tempi è ancora più importante è il rapporto madre-figlia e il concetto di famiglia, che negli ultimi tempi si sta perdendo. Nella seconda metà del film verrà approfondito in modo tenero e delicato il legame tra Merida ed Elinor. Insieme vivranno un’avventura un po’ fuori dal comune, che le unirà e ricorderà ad entrambe quanto si vogliano bene, quanto siano importanti l’una per l’altra, che bisogna accettare le proprie diversità di carattere e ascoltare gli altri.
Questo è quello che capiscono gli adulti. I bambini capiscono che è un film divertentissimo. O forse no, anche di questo si accorgono gli adulti: io ero piegata in due dalle risate. I massimi picchi di comicità sono concentrati su alcune figure principali: il Re Fergus, che irrita la Regina con debolezze tipicamente maschili (il cibo e la guerra), e i tre gemellini, Harry, Rupert e Hamish, fratellini di Merida combina-guai e cleptomani.
A dare loro manforte ci saranno anche i tre capi clan che devono presentare i loro figli come pretendenti di Merida: Lord McGuffin, Lord Macintosh e Lord Dingwall, tre figuri alquanto originali.
A completare il tutto ci sono i magnifici paesaggi scozzesi, con i boschi, le colline verdi, i castelli di pietra, i monoliti pagani, le leggende, l’atmosfera magica.
Ho sentito che questo film è stato molto criticato perché non è al livello che ci si sarebbe aspettati dalla Pixar; io non sono d’accordo. La trama non è particolarmente originale, ma in realtà si tratta di una commistione di miti, leggende e saggezza popolare che si ritrova in tutti i migliori film di animazione: sono storie già conosciute ma che hanno sempre qualcosa da insegnare. Inoltre, ho apprezzato molto il ritorno alle principesse, alle colonne sonore meravigliose, alla magia e alle tipiche ambientazioni disneyane (con un po’ di scozzesità in più!).
Si tratta di un film che mi è piaciuto molto e che consiglio senza problemi a grandi e piccini.

(recensione da www.lovefriday.info)

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