Recensione su Ribelle - The Brave

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Il Destino? / 18 Giugno 2013 in Ribelle - The Brave

“Alcuni dicono che al destino non si comanda, che il destino non è cosa nostra.
Ma io sò che non è così. Il nostro destino vive in noi, bisogna soltanto avere il coraggio di vederlo”

the brave, ribelle
Spesso questi film racchiudono contenuti che a mio avviso sono molto più adatti ad un pubblico adulto
che ad un pubblico bambino.

Ma non adatti perchè sostenibili.

Adatti perchè dei messaggi “nascosti” o meno che siano, ne abbiamo dannatamente più bisogno noi
adulti di quanto non potrebbero averne i nostri figli.

Brahve è il cartoon molto bello e profondo con dei messaggi e uno spirito che se contenuto in un corpo
e una mente adulta sarebbe indubbiamente una possibilità di cambimento per il futuro.

La frase che ho citato sarà il punto chiave di questa mia riflessione/recensione.

Il destino, cos’è il destino?

Colei che tutto sà (tal Wiki Pedia) narra che il destino (da non confondere con il fato) genericamente si
rifersce ad un insieme di inevitabili eventi che accadono secondo una linea temporale precisa, soggetta
alla necessità e che portano ad una conseguenza finale prestabilita.

Quindi si è definito cosa sia ma non chi ne regoli le funzioni e l’esistenza.

Ma torniamo al film, ritornando alla frase citata.

Chi pronuncia quella frase?? Merida, una ragazzina di 6 anni in lotta continua con la madre che
cerca di imporle la standarizzazione dei comportamenti e dei pensieri a quello che viene previsto
dal codice etico, morale e comportamentale di una bambina della sua età che è nata, e designata, come
erede al trono.

Il giorno del suo sesto compleanno Merida riceve in dono dal padre Re Fergus, classico energumero statuario
dotato di pensieri semplici semplici e di modi tanto rozzi quanto buffi, un arco con relative frecce.
Merida entusiasta del regalo appena ricevuto, che viene invece disprezzato dalla madre, corre a far
valere la sua arte di arciere.

Rincorrendo una freccia lanciata e dispersa nel bosco incontra i fuochi fatui e li insegue, terminato l’inseguimento
mentre ritorna dai genitori vedrà il padre impegnato a difendere lei e la madre da un attacco dell’orso Mor’du.

Fortunatamente la collutazione terminerà senza vittime.

Da quel giorno, la distanza di sogni, pensieri e ambizioni con la madre aumenterà sempre più.

Merida soffre le imposizioni della madre Elinor, soffre nel non sentirsi compresa, nel non sentirsi
nemmeno ascoltata e soffre nel dover obbligatoriamente vestire i panni della persona che non è, e che
non sarà mai, specialmente perchè, lei, desidera un futuro diverso da quello della madre.

Quante persone si trovano nella stessa situazione?

E il destino, in tutto questo?

Il suo destino è segnato dalla nasciata, è nata come unica figlia (in seguito nasceranno ben tre fratelli) del re e della regina,
la sua vita sarà prima quella della principessa e poi quella della regina, tutta la sua vita scorrerà all’insegna di questa
storia già scritta.

Non ci sono scelte, non ci sono azioni, non ci sono libertà. Principesse si nasce.

Merida non riesce a sentirsi a suo agio sotto queste spoglia, ci soffre, sente che la sua felicità
è molto lontana da quello che il destino ha previsto e fa tutto quello che le sue forze e la sua mente
gli permettono di fare per lottare affinchè la sua vita possa esser definita SUA.

La vita da Merida occupa pochi attimi della sua esistenza, ma in quegli attimi lei si sente felice
la vita da principessa Merida, dipinta dalla madre in ogni attimo, è una tortura.

Quando Merida viene informata dalla madre che presto le verranno presentati i pretendenti alla sua mano
tra i tre figli dei capi clan governati dal padre, il classico matrimonio combinato, la principessa
ovviamente cade in un pianto disperato.

Merida fugge nel bosco e incontra nuovamente i fuochi fatui che ancora una volta segue senza
remore, i fuochi fatui sono le tentazioni a cui nessuno di noi riesce a rinunciare e l’incontro che farà
merida in seguito sarà la conseguenza della scelta fatta. Seguire le tentazioni.

Chiedere al destino di cambiare le cose è semplice e possibile. Riuscire ad accettare quel tipo di cambiamento
invece non lo è mai altrettanto. Il cambiamento chiesto da Merida avviene ma non nella forma che lei si aspettava.

Perchè chiediamo al destino o chi che sia di cambiare le nostre vite? perchè non risuciamo quasi mai
a farlo da soli?? E’ davvero così impossibile?? oppure abbiamo soltanto bisogno di sapere che ci sarà qualcun altro
a farlo per noi?

E siamo sicuri che sia ciò che ci sta attorno a dover cambiare per regalarci un pò di serenità o felicità??

Il cambiamento a cui è sottoposta Merida, che di fatto la fa soffrire più di prima e le fa capire che forse
prima di chiedere il cambiamento di ciò che ci circonda potremmo fare noi direttamente qualcosa per cambiare
le lascia in dono anche un importantissimo messaggio che solo un adulto può cogliere.

L’orgoglio spesso segna le nostre vite, ma più di esso, ancora una volta le segnamo noi con le nostre
convinzioni e paure, con la nostra abitudine a non vivere in prima persona a non ascoltare e ascoltarci veramente
e ad affidare le nostre sorti al prossimo chiunque esso rappresenti.

Il film è pieno di evocazioni, riflessioni ed argomenti tutt’altro che futili e banali, unisce il fascino della storia
passata, con la modernità del personaggio di Merida, l’invocazione di simbologie tra l’arazzo strappato e le statuine
scolpite in legno, e le figure mistiche tra streghe e fuochi fatui, la magia degli incantesimi che cambiano le persone
e la caparbietà di chi difende con tutte le sue forze e compresi i suoi limiti ideali e persone care.

Unisce la denuncia delle vite pianificate con la libertà di quelle vissute inseguendo sogni e speranze
ancora una volta come in quasi ogni cartoon ci dimostra come purezza e bontà d’animo spesso sono racchiuse in persone
che forse possono vantare meno intelligenza sociale ma molto più rispetto per la vita di quanto non sia in grado di fornire
un anima complessa e sviluppata.

Ci ricorda ancora una volta che la voce del cuore è quella che più di ogni altra ci permette di
essere dei padri e delle madri migliori per i nostri figli.

Ci ricorda, ancora, che spesso le persone sono intrappolate in rigidi schemi e appaiono come ciò che non sono
perchè abitutate da sempre a seguire delle regole che non hanno mai avuto modo di accettare o rifiutare.

Ma sopratutto, quello che è l’insegnamento più grande che il film trasmette, secondo me, ci ricorda che solo se ci crediamo veramente, il nostro destino vive in noi, bisogna soltanto avere il coraggio di vederlo.

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