Recensione su Un colpo da dilettanti

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Un colpo da dilettanti: le premesse di Wes Anderson / 8 Maggio 2015 in Un colpo da dilettanti

In nuce, c’è tutto il mondo di Wes Anderson, sia quello estetico che quello tecnico, da un abbozzo delle amate simmetrie compositive, fino alla passione per le scritte fatte a mano.
In mezzo, c’è un po’ di indecisione, una vaga sconclusionatezza che, pur suscitando una certa qual forma di tenerezza per l’implume esordio, non ha permesso al film di entusiasmarmi particolarmente, pur essendo pratica di visioni wesandersoniane.

Colonna sonora davvero interessante (ecco un altro apprezzato vezzo ricorrente nella filmografia del buon Wes), con brani originali di Mark Mothersbaugh e qualche chicca (Stones, Love, The Proclaimers).

Domanda: ma quanti sono i Fratelli Wilson? Ho scoperto con questo film che ne esiste almeno un terzo, Andrew (qui, l’odioso Future Man). Non l’avevo assolutamente notato in Rushmore, tantomeno ne I Tenenbaum.

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