Recensione su Boogie Nights - L'altra Hollywood

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La California, il porno, i seventies a ritmo Boogie! / 30 Maggio 2013 in Boogie Nights - L'altra Hollywood

Lo vidi una sera, per puro caso, quando il caso ti è davvero d’aiuto, in seconda serata su Rete 4 per rimanerne folgorato, affascinato, eccitato. Il giorno dopo andai al blockbuster della mia città e ordinai il dvd. Conobbi così l’autore Philip Thomas Anderson, con questa pellicola, andavo ancora al liceo quando lo trasmisero in tv, dopodichè, mi affrettai a documentarmi sul giovane regista e vidi l’ottimo “Magnolia”, poi “Sydney”, “Ubriaco d’amore” fino ad arrivare ai più recenti. Ebbene, “Boogie Nights” resta, tuttora, il mio film preferito della sua leggera filmografia, un film perfetto, coinvolgente, corale, pur avendo in Mark Whalberg il suo punto focale, ottimo nel ruolo del giovane scapestrato Eddie Adams aka Dirk Diggler, ma senza dimenticare la sorprendente performance del vecchio “schiantatope” Burt Reynolds, qui nel ruolo della sua carriera (insieme al fanatico Lewis di Un tranquillo weekend di paura), il regista idealista Jack Horner, un ruolo importante. La pellicola è notevole, come si diceva, scorrevole nella rappresentazione delle travagliate storie personali dei tanti personaggi, tutti giustamente ben caratterizzati e credibili, che adornano il film di una notevole carica emotiva. La San Fernando Valley è il luogo dove tutto si svolge, nella soleggiata California del sud degli anni 70, colma di voglia di vita, di locali, di belle ragazze e di possibilità, insomma, il sogno americano, sogno che il giovane protagonista Dirk accarezza, quando da sguattero al Boogie Nights (il locale che dà il titolo al film) viene lanciato dal regista Horner ad una florida carriera da pornodivo superdotato, una sorta di parallelo di John Holmes. Da qui il film si impenna, travolgendoci in un vortice di splendido cinema glamour. Lo stile di Anderson è raffinato, ben riconoscibile in maestri quali Robert Altman, Martin Scorsese e perchè no, c’è anche qualche strizzatina d’occhio a quel diavolaccio di Quentin, ma c’è anche uno stile personale e una sapienza registica non scontata in un giovane come lui, almeno ai tempi. Tutto è perfetto, fin troppo e nonostante la durata di quasi ‘due ore e trenta’ lo si rivedrebbe anche all’istante, senza accusare la minima stanchezza. Da vedere e rivedere, un cinema vero. Ruolo secondario per Philip Seymour Hoffman, ma già si fà notare.

2 commenti

  1. Stefania / 30 Maggio 2013

    Personalmente, non mi stanco mai di rivederlo: lo considero un grande film.

    E questa canzone…
    http://www.youtube.com/watch?v=Jr4wGFJrSss

    Da mordersi le labbra come Roller.

    • Bisturi / 30 Maggio 2013

      Tanta roba è vero, splendida soundtrack….la scena a casa del fattone che vuole acquistare la coca mentre canticchia Jessie’s girls di Rick Springfield e Sister Christian dei Night Ranger è immensa. Grande film!!! E Roller, beh Heather Graham! 😉

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