Recensione su Bombshell - La voce dello scandalo

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Bombshell - La voce dello scandalo
Regia:

Tanto trucco per niente / 15 Maggio 2020 in Bombshell - La voce dello scandalo

Tema interessante, svolgimento noioso.
Bombshell parte a bomba (oh oh oh!), con un paio di escamotage interessanti (lo sfondamento della quarta parete, i personaggi che illustrano al pubblico gli elementi salienti per entrare nella storia), poi si spegne e diventa un film estremamente convenzionale in cui anche la presenza di star come Charlize Theron, Nicole Kidman e Margot Robbie sembra sprecata.

Il film ha vinto un Oscar per il miglior trucco, ma, a parte il risultato sul volto della Theron, quasi irriconoscibile (ma lo è in maniera naturale, senza particolari forzature), le applicazioni prostetiche su altri attori e il parrucco mi sono sembrati troppo caricaturali, per apprezzarli. In particolare, la Kidman è quasi ridicola, con quel mento sporgente e la fossetta finta. Perché cercare a tutti i costi una somiglianza fisica che non aggiunge nulla alla forza (indubbia) del pretesto narrativo?

Anche la definizione del personaggio (inventato) interpretato dalla Robbie mi ha interdetto: è un mix di varie storie, introdotto per funzionare come paradigma, ma non ho capito perché è stato modellato così. Per esempio, era fondamentale che fosse una millennial evangelica con (peraltro superflue, perché invisibili) tendenze lesbo?

Dal punto di vista cinematografico, lo considero un film mediocre.
Sull’impegno “divulgativo” e le intenzioni sensibilizzatrici sui temi della parità di genere, del bullismo in ambito lavorativo e della sessualizzazione dei corpi, invece, non discuto, ma, a quel punto, vista la resa finale, penso che sarebbe stato più utile un documentario.

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