Recensione su Bobby Sands: 66 Days

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dall’Irish Film Festa 2017 / 13 aprile 2017 in Bobby Sands: 66 Days

“L’Irish Film Festa da dieci anni porta il cinema contemporaneo irlandese a Roma e con esso condivide il compito non leggero di servire alla memoria storica dell’Isola di smeraldo. Una storia densa di momenti drammatici che è doloroso riesumare e che rimettono in discussione la nostra prospettiva, come esseri umani e persino come italiani.
[…]
La punta di diamante del programma festivaliero di quest’anno è stato questo documentario che, come dichiarato nel titolo, si propone di scandire i sessantasei giorni di sciopero della fame dell’attivista nordirlandese (e terrorista e parlamentare) Bobby Sands conclusisi con la sua morte, all’età di 27 anni.

Quasi tutte le interviste sono intrattenute con i “sopravvissuti”, i partigiani e gli amici di Bobby Sands, e da tutti sono tratte testimonianze essenziali, scevre da ogni commento e conclusione parziale. Una biografia onesta che vuole muovere a una riflessione sul lascito e sulle conseguenze dei Troubles nordirlandesi e del martirio di Bobby Sands, senza voler dare ragione né torto a nessuno in particolare. Allo stesso tempo il racconto di quei giorni, e del contesto storico che li precedeva e seguiva, non lascia agli spettatori margine per un distacco “giornalistico” pari a quello degli autori, e la compassione per la vita turbolenta di quell’isola e quegli isolani è invincibile.”

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