Recensione su Blue Valentine

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La strega / 27 Dicembre 2013 in Blue Valentine

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Temevo una storia d’amore, anzi ammore, di quelle che frantumano i maroni, o peggio, di quelle che ti possono indurre a passare sull’altra sponda (o dark side, fate vobis). In realtà di ammore qua ce n’è poco.
Il film è una storia di liberazione, in questo caso la liberazione del povero Gosling da una moglie che si approfitta della sua cotta (il classico colpo di fulmine) nei modi più assurdi, riuscendo a domarlo come un cagnolino. Del tipo:
1) lui non vuole sposarsi, ma si sposa.
2) lei è incinta di un altro
3) l’altro riempie di botte il povero Ryan
4) lui, a cena dai suoi (di lei), deve sopportare gli sguardi disgustati dei genitori, perché è un povero bifolco senza diploma e non può essere al livello della figlioletta aspirante medico (che in circa 7 anni ha avuto 25 partner sessuali diversi, ndr)
5) una volta sposati lei fa scappare il cane, il cane muore e il povero Ryan deve seppellirlo in giardino (solo per questo, non solo avrei divorziato all’istante, ma l’avrei presa a calci in c**o fino alla fine dei miei giorni)
6) lei non vuole più avere rapporti sessuali e lo fa sentire rifiutato come fosse l’ultima delle mierde (oh, ma l’hai visto o no che è Ryan Gosling???)
La figlia, ovviamente, è più affezionata a Ryan, ma rimane con la gelida e stronza madre.
Lieto fine: lui è libero.
Lacrime di disperazione, che diventeranno di gioia, non appena il nostro eroe capirà di essersi sbarazzato di una stron.za indescrivibile (ma questo avverrà a telecamere spente).
Dai, è successo a tutti di farsi stregare da qualcuno che non sappia amare davvero. No?
A me sì.
Buon film.

12 commenti

  1. Stefania / 4 Gennaio 2014

    Uhm. Se liberazione c’è, vale per entrambi.
    Il personaggio di Gosling tutto mi è parso, eccetto che sfruttato: ritengo che anche lei fosse, se non innamorata di lui, almeno affezionata, inizialmente.
    Mettiamo (cinica mode: on) che fosse “solo” riconoscente, ecco.
    E’ stata “fortunata” a trovare un uomo buono e sincero in un momento simile della sua vita. Chi ci dice che lei non si sentisse in qualche maniera in colpa, per averlo legato a sé, affidandogli responsabilità, come la paternità, che lui non desiderava? Neppure lui è un santo: irascibile, dedito all’alcool…
    Ho un dubbio anche sulla questione dei rapporti sessuali: lei gli si nega nel motel, ma non ci sono avvisaglie sul fatto che si tratti di una cosa che avviene in maniera regolare. E, se anche fosse, perché la “colpa” dovrebbe essere solo di Cindy? Banalmente, il fatto che non ami il contatto col marito potrebbe essere considerata una delle tante facce della crisi.
    Per il resto, sì, è una storia di liberazione, ma nessuno dei due protagonisti mi è parso particolarmente succube o vittima dell’altro. Ciascuno di loro è vittima di sé stesso: lei è in balia della propria fragilità (chissà se la sua precocità e la promiscuità sessuale hanno dei risvolti psicologici, mboh? Casa sua non era un nido d’amore, ma va beh. Il fatto che non ceda alle lusinghe del dottore nonostante non stia vivendo un buon momento in famiglia è indice, comunque, di una raggiunta maturità personale, forse di un precario equilibrio), lui della propria istintività.

    P.s.: picchiarla, anche se in via ipotetica, perché il cane è scappato, mi pare eccessivo 😉

  2. michidark / 4 Gennaio 2014

    La tua analisi è condivisibile in toto, ma lei mi stava veramente sulle balle, proprio a pelle (speravo si sbriciolasse come in Shutter Island, ad un certo punto). Magari lui ha iniziato a bere proprio per sopportare lei.
    Poi sul cane non transigo 🙂

  3. moni89 / 29 Settembre 2014

    “Dai, è successo a tutti di farsi stregare da qualcuno che non sappia amare davvero. No?
    A me sì.”
    Nooo, ma dai? Non si era capito da quella puntina di maschilismo della tua recensione 😀 giusto un filino, eh. 😀 Ha ragionissima chi ha scritto che questo film lo si giudica in base alle proprie esperienze, magari riveditelo dopo che ti è sbollita un po’ la rabbia nei confronti del genere femminile 🙂

  4. moni89 / 20 Ottobre 2014

    Credo che “ironia” sia la parola usata più impropriamente del nuovo millennio 😀
    Se ti è passata buon per te, ci guadagni in salute, io tranquilla lo sono sempre stata 🙂

  5. moni89 / 20 Ottobre 2014

    Cito testualmente:
    4) lui, a cena dai suoi (di lei), deve sopportare gli sguardi disgustati dei genitori, perché è un povero bifolco senza diploma e non può essere al livello della figlioletta aspirante medico (che in circa 7 anni ha avuto 25 partner sessuali diversi, ndr)

    Ora mi spieghi come l’avere avuto 25 partner sessuali diversi possa pregiudicare la carriera di medico di una ragazza, o perché debba essere indice di poca intelligenza o dedizione allo studio? L’essere promiscuo è un comportamento che si può condividere o meno (e si dovrebbe farlo o meno indipendentemente dal sesso della persona in oggetto) ma obiettivamente con la professionalità non c’entra un tubo.
    Può darsi che io abbia utilizzato la parola “maschilismo” impropriamente, ma che quando hai visto il film ti rodesse parecchio il fegato (per non dire altro) e questo abbia mandato la tua obiettività a farsi un giro, è palese. Quella di cui sopra è solo una delle incongruenze della tua recensione, che ti ho voluto evidenziare solo per farti capire che non ti sto attaccando tanto per flammare, dato che non può fregarmene di meno.

    • michidark / 20 Ottobre 2014

      @moni89 se nella frase che riporti non ci trovi neanche un briciolo di ironia, mi spiace per te. La prossima volta ci metto tanti emoticon carini e sorridenti. “Ora mi spieghi come l’avere avuto 25 partner sessuali diversi possa pregiudicare la carriera di medico di una ragazza, o perché debba essere indice di poca intelligenza o dedizione allo studio? ” Non mi sembra di averlo mai detto, ho solo creato un’antitesi IRONICA sul fatto che i genitori giudicano lui, in quanto “bifolco senza diploma”, mentre la “figlioletta aspirante medico” è vista come una santarellina (ma in realtà non lo è per nulla).
      Quando ho visto il film quel “qualcuno che non sappia amare davvero” era già bello che dimenticato, ti assicuro.

  6. moni89 / 20 Ottobre 2014

    Va bene, sei simpaticissimo e io purtroppo non riesco a cogliere la tua ironia.

    • michidark / 20 Ottobre 2014

      Ehi, moni89, ti ho ho spiegato subito di essere stato ironico (nonostante la cosa mi sembrasse palese), sei tu che hai voluto andare avanti a far la spocchiosa. Cioè, prima mi dai del maschilista, dici che uso il termine “ironia” ad minchiam e poi mi metti in bocca cose che non ho mai detto. Vedi tu. Non ho mai preteso di essere simpaticissimo. Non ti è piaciuta la rece? Non ti ha fatto ridere? Ci sta. Almeno ascolta quando uno ti spiega con che intenzione era scritta. Non hai colto l’ironia? Ok, ma non dare del maschilista a uno che proprio detesta quel tipo di atteggiamento. Ciao

  7. moni89 / 20 Ottobre 2014

    Datti una calmata. Proprio qualche commento più su ho ammesso di poter aver usato quel termine impropriamente, basta a menarmela su questo, a me hai dato questa impressione, non è così? Amen.
    Non colgo la tua ironia, non mi fa ridere e per me era un tono piccato più che ironico, ma non mi pare di essere stata né spocchiosa né di aver usato un tono aggressivo. A uno che mi dice “se non cogli mi dispiace per te” (e questa non è spocchia, vero?) cosa dovrei rispondere? Ok, non colgo io allora, tu sei simpaticissimo…

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