Blue Valentine

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Blue Valentine

Cindy e Dean sono sposati da diversi anni. Il loro amore, un tempo vero e tenero, sembra essersi perso. Lontani da casa e dalla figlia, i due trascorrono una notte in una camera d'albergo cercando di recuperare il proprio rapporto fra i ricordi di un sentimento che ha abbandonato entrambi.
Anonimo ha scritto questa trama

Titolo Originale: Blue Valentine
Attori principali: Ryan GoslingMichelle WilliamsMike VogelJohn DomanFaith WladykaMarshall Johnson, Jen Jones, Maryann Plunkett, James Benatti, Barbara Troy, Carey Westbrook, Ben Shenkman, Eileen Rosen, Enid Graham, Ashley Gurnari, Tamara Torres, Michelle Nagy
Regia: Derek Cianfrance
Sceneggiatura/Autore: Cami Delavigne, Derek Cianfrance, Joey Curtis
Colonna sonora: Grizzly Bear
Fotografia: Andrij Parekh
Costumi: Erin Benach
Produttore: Carrie Fix, Lynette Howell Taylor, Alex Orlovsky, Jamie Patricof, Doug Dey, Cassian Elwes, Ryan Gosling, Jack Lechner, Scott Osman, Rena Ronson, Michelle Williams
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Romantico
Durata: 112 minuti

/ 27 Settembre 2016 in Blue Valentine

Una purga di un’ora e 47 min. L’unica cosa bella (e frustrante) è vedere che ryan gosling se la cava da dio nel sesso orale

Blue Valentine / 19 Agosto 2016 in Blue Valentine

Davvero ordinario. Ordinari i personaggi. Ordinaria la trama. Ordinaria la famiglia di cui tratta. Ed è ordinaria anche la loro storia d’amore. Cindy e Dean sii incontrano, lei si è appena lasciata con un altro, si innamorano, si sposano.
E poi collassano su sé stessi. Tutto molto già sentito, nella vita reale. Cindy e Dean sono una coppia classica, di quelle che si incontrano tutti i giorni. Lei è disillusa, crede nell’amore, ma lo percepisce come un bene effimero, destinato a dissolversi. I suoi genitori da quando a memoria si sono sempre dati contro, generando molta tensione nella sua famiglia, priva di quell’affetto che dura negli anni. Fin dalla prima adolescenza sembra intrattenere relazioni poco durature, del quale trae quei brevi attimi di passione e dolcezza, che dimentica con facilità. Dean invece sembra una di quelle persona che non hanno intenzione di lasciarsi abbattere. Che credono nella felicità e che si battono per conquistarla e mantenerla. Dean è un personaggio molto più dinamico di lei. Molto più attivo, e allo stesso tempo cieco di fronte alla sua presunta felicità, che si è sgretolata lentamente prima che lui se ne renda conto. Forse sono proprio le differenze tra loro due la cosa più straordinaria del film. Da una parte una donna che non vuole più lottare, che si arrende facilmente, e dall’altra un uomo che è come quei soldati giapponesi che continuano a urlare sul campo di battaglia anche dopo che si è consumata la sconfitta. E tutto ciò che resta di quella storia è quella stanza del futuro senza finestre, perennemente colorata di un triste azzurro fluorescente.
Con una storia che contiene centinaia di elementi volutamente ordinari, come fa questo film a essere così straordinario?
Non lo so. So che è straordinario per come sa porsi, per come sa appassionare, per come sa intenerire, per come sa intrattenere. E’ straordinario il modo in cui si fa ascoltare chiaramente proprio attraverso personaggi che sono costretti a ripetere le frasi all’infinito, perché non sanno farsi ascoltare. E’ straordinario come il rumore di sottofondo riesca a inghiottire ogni cosa nel presente, quando non c’era riuscito in passato. E’ straordinario come riesca a sublimare ogni emozione attraverso situazioni tipiche, e… ordinarie.
Accompagnato da uno dei titoli più belli degli ultimi anni, quel san Valentino associato al colore della tristezza, grazie al cielo intraducibile e intoccabile.

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Amore spettinato. / 4 Gennaio 2014 in Blue Valentine

Che noia che barba, che barba che noia.
Una storia d’amore “normale”, la cui crisi è cosa comune, forse lo sono un po’ meno le premesse, vista la caratterizzazione quasi borderline dei protagonisti.
Cianfrance ama le storie in cui la working class americana si tormenta a suon di figli inaspettati ed amori travagliati: la sua messinscena è interessante, quasi naturalista, ma la narrazione è un po’ troppo diluita, vengono aggiunti dettagli tormentati su dettagli tormentati, e la tiritera alla lunga annoia (ma saranno mai stati sereni, ‘sti due? Stando a quel che ci viene mostrato, no, mai), i non-dialoghi costruiti alla ricerca del vero più vero (vedi, la scena del motel) non acchiappano e, a questo punto, a poco valgono le intense interpretazioni della Williams e di Gosling (ma quel giubbottino 80’s è stato riciclato in Come un tuono? Forse, ricordo male…).
Peccato.

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La strega / 27 Dicembre 2013 in Blue Valentine

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Temevo una storia d’amore, anzi ammore, di quelle che frantumano i maroni, o peggio, di quelle che ti possono indurre a passare sull’altra sponda (o dark side, fate vobis). In realtà di ammore qua ce n’è poco.
Il film è una storia di liberazione, in questo caso la liberazione del povero Gosling da una moglie che si approfitta della sua cotta (il classico colpo di fulmine) nei modi più assurdi, riuscendo a domarlo come un cagnolino. Del tipo:
1) lui non vuole sposarsi, ma si sposa.
2) lei è incinta di un altro
3) l’altro riempie di botte il povero Ryan
4) lui, a cena dai suoi (di lei), deve sopportare gli sguardi disgustati dei genitori, perché è un povero bifolco senza diploma e non può essere al livello della figlioletta aspirante medico (che in circa 7 anni ha avuto 25 partner sessuali diversi, ndr)
5) una volta sposati lei fa scappare il cane, il cane muore e il povero Ryan deve seppellirlo in giardino (solo per questo, non solo avrei divorziato all’istante, ma l’avrei presa a calci in c**o fino alla fine dei miei giorni)
6) lei non vuole più avere rapporti sessuali e lo fa sentire rifiutato come fosse l’ultima delle mierde (oh, ma l’hai visto o no che è Ryan Gosling???)
La figlia, ovviamente, è più affezionata a Ryan, ma rimane con la gelida e stronza madre.
Lieto fine: lui è libero.
Lacrime di disperazione, che diventeranno di gioia, non appena il nostro eroe capirà di essersi sbarazzato di una stron.za indescrivibile (ma questo avverrà a telecamere spente).
Dai, è successo a tutti di farsi stregare da qualcuno che non sappia amare davvero. No?
A me sì.
Buon film.

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Bellissimo e crudele / 14 Ottobre 2013 in Blue Valentine

Blue Valentine racconta di Cindy e Dean, mostrandoci la storia d’amore nella sua interezza, e lo fa nel modo più diretto e crudo possibile: mettendo a confronto il passato che racconta l’incontro dei protagonisti e l’inizio del loro amore, con il presente e le sue difficoltà dopo 6 anni di matrimonio.
E’ un continuo alternarsi di ricordi felici e momenti difficili, gioia e tristezza, risate e pianti, che lo rendono un film impegnativo e sicuramente non per amanti del lietofine
(infatti ho avuto bisogno di tempo per metabolizzare le scene finali ed evitare di bagnare la tastiera di lacrime/lanciare il computer dalla finestra).
Ma è proprio questo tono agrodolce a rendere il film realistico perchè ci ricorda che nel mondo reale non c’è il “vissero per sempre felici e contenti” subito dopo il matrimonio, come se dopo il “sì, lo voglio” la felicità fosse scontata: non importa quante difficoltà si siano già affrontate o quanto amore ci sia, bisogna continuare a lottare ogni giorno.

La realisticità del film è evidente ed proprio quello su cui hanno lavorato il regista Derek Cianfrance e gli attori Michelle Williams e Ryan Gosling: infatti la scena del secondo incontro di Cindy e Dean che girano per la città cercando di conoscersi, non aveva battute nel copione e la Williams e Gosling hanno improvvisato cercando effettivamente di conoscersi tra loro; nel mese di pausa prima di girare la parte dopo il matrimonio, invece, il regista ha voluto che i due attori convivessero davvero nella loro casa di scena con un badget pari allo stipendio di Cindy e Dean, in modo che potessero immedesimarsi nei loro ruoli e imparassero a discutere e a litigare.

Il risultato è un film bellissimo e crudele, che lascia senza fiato sia per la fase quasi magica dell’innamoramento sia per il racconto spietato del matrimonio che va in pezzi.

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