Recensione su Blue Ruin

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Thriller interessante / 14 giugno 2017 in Blue Ruin

(Sei stelline e mezza)

Thriller interessante: alla luce di Green Room, noto che Saulnier ama rileggere con tocchi personali i capisaldi thrilling.
Se il tema della “vendetta dell’uomo tranquillo” è abbastanza frequente nel cinema di genere, Saulnier affronta in maniera affatto banale questo filone narrativo mostrando quanto il protagonista sia davvero “comune”: si tratta di un uomo con problemi comportamentali, incline all’alienazione, ma, per il resto, tolta la barba da vagabondo e rivestito con abiti (altrui) è un medioman perfetto, non troppo abile con le armi, dotato di un certo senso pratico.
Sulla lunga distanza, il film fa emergere il carattere ferino e selvatico della trama: la vendetta assume tratti primitivi legati al concetto di caccia e sopravvivenza. Notevole, in questo senso, la descrizione essenziale ma efficace del numeroso clan di cacciatori-delinquenti-omicidi, amorale e puntellato da un violento senso di appartenenza al gruppo.
Finale molto bello e decisamente valide le scene in cui il protagonista viene braccato all’interno delle case.

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