?>Recensione | Bleeder | La discesa agli inferi di Leo

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La discesa agli inferi di Leo / 14 aprile 2014 in Bleeder

Seconda pellicola di Refn, che conferma gli interpreti del precedente The Pusher.
La pellicola narra le storie di tre amici: Kitjo, Lenny e Leo. Il primo è il proprietario di una videoteca, il secondo vi lavora come commesso ed ha l’irrefrenabile pallino dei film (come conferma la sequenza iniziale in cui elenca svariati registi), mentre l’ultimo è prossimo alla paternità e con un carico di esitazioni e paranoie che lo affliggono. E’ proprio Leo (un bravo Kim Bodnia) il vero protagonista dell’intera vicenda.
Egli infatti è il personaggio su cui la narrazione insisterà più di frequente. Refn lo metterà a confronto con una Copenaghen marcia e violenta, di quelle già viste nel suo precedente film e che descriverà anche in quelli successivi. L’idea di avere un figlio, evento normalmente portatore di gioia, qui assume i contorni della paranoia e dell’ossessione. Leo non vuole crescere un bambino in un ambiente oscuro come quello in cui vive, o forse non si ritiene pronto per spezzare la sua routine e prendersi le sue responsabilità. Fatto sta che la macchina del destino si mette inevitabilmente in moto, iniziando a tracciare una triste e amara parabola discendente.
Come contraltare del protagonista, abbiamo Kitjo e Lenny (Mads Mikkelsen), chiuso nella visione delle sue 10-12 pellicole la settimana e impacciato con le donne. Unica figura positiva della pellicola però, grazie al suo distacco innocente e timido dal mondo.

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