Blair Witch

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Blair Witch

Dopo aver trovato un video che sembra confermare i suoi dubbi sulla scomparsa di sua sorella Heather, James si inoltra insieme ad un gruppo di amici in una foresta su cui aleggia un'inquietante leggenda.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Blair Witch
Attori principali: James Allen McCuneCallie HernandezBrandon ScottCorbin ReidWes RobinsonValorie Curry
Regia: Adam Wingard
Sceneggiatura/Autore: Simon Barrett
Colonna sonora: Adam Wingard
Fotografia: Robby Baumgartner
Costumi: Katia Stano
Produttore: Jason Constantine, Roy Lee, Michael Paseornek, Keith Calder, Jessica Wu, Eda Kowan, Steven Schneider, Jenny Hinkey, John Powers Middleton
Produzione: Usa
Genere: Thriller, Horror
Durata: 90 minuti

Inutile e anonimo sequel / 20 Luglio 2019 in Blair Witch

Copia sbiadita e inutile del celebre “The blair witch project” che per me è stato una ciofeca (gli do atto di aver lanciato a suo modo un genere, il mockumentary, che io detesto).
Se l’originale a suo modo regalava una certa inquietudine(a me no) questo suo sequel risulta noioso, un’ora e mezzo dove non succede praticamente nulla, dove la fotografia sicurissima non ti fa distinguere una cippa e dove ti viene il voltastomaco per il continuo muoversi della fotocamera.
Un film inutile e anonimo con una pessima regia.

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Ho il mal di mare / 28 Aprile 2018 in Blair Witch

Io non ci ho capito niente. O meglio, che c’è gente che muore a caso è chiarissimo. Altrettanto chiaro è che gli alberi si muovono da soli, che un’oscura presenza aleggia nell’aria e che i personaggi non sono il massimo dell’intelligenza… Ma tutto il resto rimane buio e terremoto.
Sconsiglio la visione a chi soffre di mal di mare.

Numero 3 ma è sequel… / 2 Marzo 2017 in Blair Witch

Potrebbe sembrare il n. 3 della serie, ma è narrativamente il sequel del n.1, di cui però perde tutto: suspence, horror, adrenalina, leggenda…
Questo film è una vera ciofeca: neanche a metà avevo già mal di testa, nonostante avessi un semplice 42 pollici di Tv mi sembrava un 60″ e mi veniva da vomitare. Tutti preparativi pieni di robetta hi-tech ma una volta nel bosco si urla e basta, video inutili da ogni angolazioni, solo strilli e fughe con videocamera accesa… il primo film è puro cinema a confronto.
Vomitevole e scadente, e tra l’altra nemmeno necessario.
2.

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Hanno dimenticato la telecamera per la strega / 19 Febbraio 2017 in Blair Witch

… perché tutti gli altri, anche gli uccelli di passaggio, ne avevano una.
Se il primo film aveva dalla sua parte tutta la creazione della leggenda, con realizzazione di sito e documenti vari che rendessero la storia più vera agli occhi del pubblico appassionato, questo non può fare altro che sxfruttarne la fama.
Senza aggiungere nulla, se non un imperante senso di nausea per colpa delle riprese in soggettiva.
Il mistero resta un mistero, decidete voi se si parla della strega o della decisione di realizzare un nuovo film a riguardo.
I personaggi sono piatti e noiosi e il tentativo di creare suspance è gestito talmente male che, alla fine, non ti soddisfa neppure la realizzazione di un loop temporale quasi accettabile.
Se nel 1999 il primo film ha creato un genere, nel 2016 il franchise non ha niente altro da offrire.

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MAL DI MARE IN UN BOSCO? SI PUO’ / 14 Gennaio 2017 in Blair Witch

Si può svilire ulteriormente un genere che già di per sé svilisce il concetto di cinema? Di film in soggettiva ormai ne abbiamo visti tanti (troppi) ma questo “blair witch” riesce a toccare una nuova vetta d’inconsistenza. La saga è passata alla storia per aver iniziato il filone dei falso documentario…sarebbe bello se lo finisse una volta per tutte.

La preoccupazione principale del regista è quella di procurarsi punti macchina. Dota chiunque passi su schermo di una telecamera auricolare, così d’avere sempre una soggettiva utile per il film. Capiterà così che in una scena dove c’è un po’ di affollamento, passeremo dalla soggettiva di una telecamera tenuta in mano da Tizio agli “occhi” di Caio…creando un dissennato découpage. La macchina da presa è mossa come non ho mai visto prima…non si capisce letteralmente nulla. Abbinate all’operatore affetto da Parkinson un continuo puntare le torce dritte in camera da parte dei protagonisti, un comparto audio squilibrato (se uno entra in tenda è accompagnato da un boato), scelte discutibili come le transizione “difettose” (mai visti quei malfunzionamenti in vita mia) e il senso di malessere è servito. Raramente ho avvertito un senso di nausea ma questo film c’è riuscito.

Quindi? non si salva nulla? NO…non si salva nulla.

Come sia stato possibile spendere 5 milioni di dollari per mettere insieme questo risultato francamente mi sfugge.

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