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Recensione su Blade Runner 2049

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Sequel non distopico / 6 novembre 2017 in Blade Runner 2049

Viaggia, come sequel viaggia, è questo che i maggiori fanatici dell’opera di Ridley Scott non vorrebbero mai sentirsi dire, ma è cosi. Quest’opera è degna di essere guardata tanto quanto la prima. è un sequel che come visione dell’autore non ci azzecca molto con il progenitore, ma che distoglie lo sguardo in una differente Los Angeles ricreata dal regista canadese che ci può stare altrettanto. Il messaggio più chiaro è che non è il primo, confermo sicuramente che è meno dell’episodio precedente, ma è molto più di tanti film di fantascienza usciti negli ultimi vent’anni. La ricreazione del regista Villeneuve è stata azzardata a più del cento nell’universo delle percentuali, ha combattuto le critiche di chi non si sarebbe mai fatto avanti, ed ha vinto, stranamente, ma ha vinto. L’attore principale non è più Harrison Ford, ma è stato scelto un altro viso che con la physique du role va più che d’accordo, ovvero Ryan Gosling: Apatico e calmo è quello giusto da rimpiazzare ad un Ford, che oltretutto in questo film si vede più anziano e più annoiato di se e della sua vita. La trama si svolge bene, è stato scritturato e va al passo più adeguato, con collegamenti inevitabili all’opera del 1982. Gli altri personaggi sono notevoli, come Ana de Armas (protagonista in una ideata e riuscita scena d’amore), Sylvia Hoeks (brava e giusta antagonista), Dave Bautista (in un bel cameo), Robin Wright (perspicace Tenente) ed infine un discutibile Jared Leto, dico discutibile perché da un attore del suo “supremo” (e da me discutibile) calibro, mi aspettavo qualcosa di più. La fotografia ricorda un po’ l’opera ultima di George Miller, “Fury Road”; in effetti la nuova fantascienza ed i nuovi ambienti apocalittici hanno uno sguardo molto più intenso, con luci e colori normali ma significativi quindi, come Roger Deakins (D.O.P.) ci propone, questo linguaggio riesce assai. “Blade Runner 2049” è un bel film, ce ne fossero, non è come il primo, ma è un gran bel film… Ovviamente parla di futuro e probabilmente è la cosa che ci preoccupa di più… in alcuni film si può notare, questo è uno di quelli… Curiosi anche i tre cortometraggi che precedono con gli anni quest’opera di cui sto trattando. Se non avete guardato il primo, evitate di andare al cinema.

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