Recensione su Il cigno nero

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Un film non per tutti / 1 Novembre 2017 in Il cigno nero

Un film non adatto a tutti. Definirei così, con queste poche parole, il film di Darren Aronofsky.
Tra le tante critiche negative che ho letto su questa pellicola quella che mi ha maggiormente colpita è il senso di irritazione che hanno provato tutti coloro che vivono o hanno vissuto nel mondo della danza, offesi per come il regista descrive in modo così superficiale un mondo così duro, fatto di sacrifici e privazioni.
Personalmente non sono d’accordo, io che ho vissuto indirettamente il mondo della danza(non sono una ballerina, non lo sono mai stata data la mia incapacità innata di ballare ma ho visto molto da vicino questo ambiente tramite una familiare insegnante di danza) trovo che il ritratto fatto da Aronofsky sia perlomeno realistico, il ritratto di un mondo fatto si di sacrifici e privazioni(e io so quanto si debba soffrire per arrivare a certi livelli, quanto si debba lottare per raggiungere certi traguardi, quanti bocconi amari si devono mandar giù per accontentare i desideri delle spesso e volentieri insensibili insegnanti di danza) ma anche di invidie, rancori e, a volte, anche di soprusi.
Il mondo della danza è difficile, chi studia e chi ha studiato per anni questa splendida disciplina lo sa meglio di me e sa quanto un essere fragile come Nina ne possa venire risucchiata fino al suo annientamento totale.
La personalità complessa, la sua fragilità, la sua insicurezza, la sua forte condizionalità e condiscendenza nei confronti della dispotica madre mi hanno turbata molto, forse perché in lei rivedo le mie stesse insicurezze, le mie stesse paure, rivedo una parte di me stessa che, per quanto io mi sforzi di nasconderla, esce sempre allo scoperto.
Anch’io come tanti ho trovato meravigliosi i venti minuti finali, un apoteosi in crescendo di dramma ed emozioni accompagnate dalle splendide musiche di Ciaikovskij.
Mai film aveva lasciato dentro di me un simile turbamento, una simile inquietudine interiore.
Grandissima Natalie Portman, mastodontica nella sua interpretazione, alla faccia di chi la considera ancora un’attrice sopravvalutata.

P.s. A me Vincent Cassel fa troppo sangue.

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