Recensione su Black Sea

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17 aprile 2015

Un giovane ma già esperto lupo di mare, precisamente di sottomarini, viene improvvisamente licenziato. Con altri marinai licenziati come lui mettono in moto un piano per recuperare un tesoro in un sottomarino nazista abbandonato sul fondale del Mar Nero. La natura clandestina dell’operazione e le condizioni tutt’altro che ideali per navigare contribuiscono alla tensione fra l’equipaggio, e le criticità si sommeranno inarrestabili, fino a e oltre il punto di rottura.
Ottimo racconto a alta tensione, anche se le troppe casualità e le caricature eccessive di alcuni personaggi minano il realismo e sconfinano nel ridicolo (ma avranno facilmente appeal sugli spettatori grillini, se malauguratamente scopriranno questo film). Fastidiosa la xenofobia dei personaggi inglesi verso i personaggi russi, complementare agli stereotipi che ingabbiano questi ultimi; nemmeno fosse un film di guerra. Completamente fallita la caratterizzazione del protagonista, il capitano interpretato da Jude Law, che dovrebbe lentamente precipitare verso la follia ma non riesce a essere l’Achab o il Kurtz che sognava di essere.

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