Recensione su Black Mass - L'ultimo gangster

/ 20156.3118 voti

Film senza mordente / 26 Marzo 2016 in Black Mass - L'ultimo gangster

Indecisa tra un 5 e un 4, scarto il voto più alto (legato alla sola fattura della pellicola, tecnicamente ben realizzata) e scelgo quello più basso, ragionando sull’inutilità (narrativa, di contenuti) di un film che nulla aggiunge al filone gangsteristico, né è in grado di tratteggiare adeguatamente la figura di un delinquente che dovrebbe essere il Male incarnato, furrrrrrbo come una faina e scaltro come Mazzabubù, ma che, in fin dei conti, sembra essere solo un paranoico violento fissato con la vendetta nei confronti degli “infami”.

Depp si impegna, è inquietante (anche per via di uno sguardo ceruleo particolarmente artificiale) e sembra promettere faville, ma, nel complesso, il suo Bulger è un personaggio mal disegnato e peggio approfondito che si muove in un contesto indefinito (la comunità irlandese di Boston, sua roccaforte, sembra concentrarsi nella figura della vecchietta a cui si offre di portare a casa la spesa) e intorno a cui ruotano strane macchiette, dal fratello politico (Cumberbatch) che promette repulisti generali ma che non sembra prendere mai seriamente le distanze dal consanguineo riottoso e che non pare neppure intenzionato a farlo “ragionare” (una ramanzina qui e là, magari…), all’agente dell’FBI in carriera (Edgerton) che combina solo guai in grande stile e che se la piglia in saccoccia in nome di un’amicizia in cui pare credere solo lui.
In sostanza, i rapporti tra Bulger e i suoi subalterni e tra Bulger e i suoi parenti (moglie e amatissimo figlio compresi) sono aleatori, non esistono approfondimenti psicologici, perfino il necessario senso del conflitto è così alterato da essere sbiadito.

Se l’intento di Cooper era quello di tratteggiare i retroscena degli assurdi legami esistenti tra potere costituito e potere malavitoso in un preciso periodo della storia degli Stati Uniti, ergendo l’emblematico Bulger a simbolo dell’anello di congiunzione tra i due universi, beh, a parer mio ha toppato di brutto, realizzando semplicemente un film noioso, privo di mordente e senza “carattere”. Proprio come il Bulger di Depp, un gangster (perché “l’ultimo”, poi?) sanguinario e senza scrupoli, sì, ma che, in questa trasposizione, non sembra dotato di carisma o di peculiarità tali da renderlo davvero interessante, lenti a contatto à la Marilyn Manson a parte, ovviamente.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext