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Recensione su Black Death - Un viaggio all'inferno

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2 giugno 2015

Inghilterra, anno 1300.
Osmund è un giovane monaco che, nel disperato tentativo di salvare la vita alla donna che ama, la allontana dal villaggio nel quale vivono, ormai completamente devastato dalla peste.
Pochi giorni dopo decide di unirsi alla banda di Ulrich, un cavaliere inviato dalla Chiesa in un misterioso villaggio posto nelle vicinanze nel quale leggenda vuole che viva una strega in grado di resuscitare i morti…
Un buon prodotto, ma non mi ha entusiasmata come credevo…il fatto che tocchi diversi argomenti(la peste, la stregoneria, l’Inquisizione, la fede) per me sfavorisce molto tutto l’insieme che si presenta all’inizio davvero potenzialmente valido.
L’ho trovato molto realistico nel descrivere alla perfezione un dato periodo storico, ho trovato la regia di Christoper Smith più che buona, ma come ho scritto sopra non mi ha convinta del tutto.
Da notare il background “horrorifico”(atmosfere oscure e opprimenti, scene sanguinarie, riti sacrificali) e il buon cast su cui spicca il sempre bravo Sean Bean.
La morale di fondo di questo film è che anche l’anima più candida, più pura, più positiva può trasformarsi, può “imbruttirsi” se messa ogni giorno a contatto con le iniquità di un mondo malvagio e violento.
Tutto sommato un buon film, ma si poteva decisamente fare di più.

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