Recensione su Black Cat (Gatto nero)

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19 ottobre 2014

Dal celebre racconto Il Gatto Nero di Edgar Allan Poe, Lucio Fulci e Biagio Proietti traggono la sceneggiatura di questo B-movie horror girato in Inghilterra.
Veramente di Poe c’è ben poco, se non il gatto nero, l’idea del padrone che ne è ossessionato, la macchia sul muro, nonché qualcosa del finale.
D’altra parte il racconto di Poe è assai breve per essere trasposto in un intero lungometraggio e allora ecco che nella sceneggiatura si costruisce un ricco contorno, peraltro ben assortito, su cui innestare l’idea originale dell’Autore di Boston.
Il risultato è un horror movie discreto, in cui qua e là si possono riscontrare quelle chicche autoriali, tipiche del cinema di Fulci, che hanno permesso a questi B-movie apparentemente di bassa lega di essere riscoperti e rivalutati al giorno d’oggi, non soltanto da Tarantino, che lo definì, indirettamente, il godfather of gore (il padrino dello splatter).
Veramente di splatter in questo film c’è ben poco (per fortuna), a parte la fuggevole inquadratura di un cadavere in (neanche troppo) avanzato stato di decomposizione e un po’ di sangue rosso pomodoro per le ferite da artiglio di gatto.
Assai apprezzabili sono invece le riprese dal basso, secondo la prospettiva del gatto, con la camera ballonzolante come a volerne riprodurre la camminata, e le molte inquadrature in primo piano degli sguardi (che sul grande schermo devono aver fatto la loro parca figura), vero marchio di fabbrica di Fulci, che esaltano peraltro l’espressività di interpreti tutto sommato discreti.
La critica è sempre stata abbastanza impietosa con i film di Fulci, ma in questo caso non mi sento di biasimare il film per nessuno o quasi degli aspetti tecnico-cinematografici, che anzi ho trovato spesso rimarchevoli, considerato che si tratta di un B-movie.
Unica cosa che mi ha lasciato perplesso è stata la scelta, squisitamente contenutistica, di introdurre elementi soprannaturali (la parapsicologia e non solo), all’interno di un soggetto originale che invece affronta più che altro il tema dell’ossessione psicotica.
Anche la questione dell’uxoricidio, centrale in Poe, è soltanto indirettamente accennata nel film, ma tant’è.

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