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Black Cat (Gatto nero)

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Black Cat (Gatto nero)
Black Cat (Gatto nero)

In una apparentemente tranquilla cittadina di una contea inglese iniziano a susseguirsi una serie di incidenti, che non sembrano avere alcun apparente collegamento se non quello che porta ad un misterioso gatto nero, di proprietà del tetro Prof. Robert Miles, che passa il suo tempo a registrare le presunte voci dei morti per riascoltarle nella sua cupa dimora…
hartman ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Black Cat
Attori principali: Patrick MageeMimsy FarmerDavid WarbeckAl CliverDagmar LassanderBruno Corazzari, Geoffrey Copleston, Daniela Doria
Regia: Lucio Fulci
Sceneggiatura/Autore: Lucio Fulci
Colonna sonora: Pino Donaggio
Fotografia: Sergio Salvati
Produzione: Italia
Genere: Horror
Durata: 92 minuti

Il gatto nero / 28 Agosto 2015 in Black Cat (Gatto nero)

“Il gatto nero” e’ uno dei racconti piu’ famosi di Edgar Allan Poe e Lucio Fulci ne fa una buoba rivisitazione.
La pellicola, fin dal primo fotogramma, e’ ammantata da quell’atmosfera gotica che colpisce fin da subito lo spettatore. Inoltre il bravo Fulci preferisce dare maggiore risalto a sfumature piu’ thriller che horror, senza lasciare episodi cruenti che sicuramente non deluderanno gli amanti dello splatter.
La sceneggiatura, seppur buona, ha qualche difetto (le motivazioni degli omicidi per esempio, che sembrano poco chiare).
Da notare le riprese con il gatto, davvero ottime.
In sostanza un buon horror che mescola con sapienza mistero, thriller e gotico senza pero’ mai toccare alte vette.
Un film del brivido senza particolari pretese

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19 Ottobre 2014 in Black Cat (Gatto nero)

Dal celebre racconto Il Gatto Nero di Edgar Allan Poe, Lucio Fulci e Biagio Proietti traggono la sceneggiatura di questo B-movie horror girato in Inghilterra.
Veramente di Poe c’è ben poco, se non il gatto nero, l’idea del padrone che ne è ossessionato, la macchia sul muro, nonché qualcosa del finale.
D’altra parte il racconto di Poe è assai breve per essere trasposto in un intero lungometraggio e allora ecco che nella sceneggiatura si costruisce un ricco contorno, peraltro ben assortito, su cui innestare l’idea originale dell’Autore di Boston.
Il risultato è un horror movie discreto, in cui qua e là si possono riscontrare quelle chicche autoriali, tipiche del cinema di Fulci, che hanno permesso a questi B-movie apparentemente di bassa lega di essere riscoperti e rivalutati al giorno d’oggi, non soltanto da Tarantino, che lo definì, indirettamente, il godfather of gore (il padrino dello splatter).
Veramente di splatter in questo film c’è ben poco (per fortuna), a parte la fuggevole inquadratura di un cadavere in (neanche troppo) avanzato stato di decomposizione e un po’ di sangue rosso pomodoro per le ferite da artiglio di gatto.
Assai apprezzabili sono invece le riprese dal basso, secondo la prospettiva del gatto, con la camera ballonzolante come a volerne riprodurre la camminata, e le molte inquadrature in primo piano degli sguardi (che sul grande schermo devono aver fatto la loro parca figura), vero marchio di fabbrica di Fulci, che esaltano peraltro l’espressività di interpreti tutto sommato discreti.
La critica è sempre stata abbastanza impietosa con i film di Fulci, ma in questo caso non mi sento di biasimare il film per nessuno o quasi degli aspetti tecnico-cinematografici, che anzi ho trovato spesso rimarchevoli, considerato che si tratta di un B-movie.
Unica cosa che mi ha lasciato perplesso è stata la scelta, squisitamente contenutistica, di introdurre elementi soprannaturali (la parapsicologia e non solo), all’interno di un soggetto originale che invece affronta più che altro il tema dell’ossessione psicotica.
Anche la questione dell’uxoricidio, centrale in Poe, è soltanto indirettamente accennata nel film, ma tant’è.

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