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Recensione su Biutiful

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10 giugno 2011

L’ultimo film di Inarritu, che è valso il premio come miglior attore a Cannes al suo protagonista, Javier Bardem, è anche il primo senza Arriaga. La critica non è stata benevola ed, infatti, questo film si discosta dai tre precedenti. Cambiano i temi e cambia la struttura narrativa (diversamente dagli altri qui il film è più lineare, non c’è una rappresentazione distinta delle vicende dei personaggi, che poi si incontrano in un momento preciso per un destino quasi casuale). C’è innanzitutto la storia di un padre malato che non vuole lasciare le figlie e che non ha mai conosciuto suo padre. C’è pathos in questa pellicola, c’è sentimento, c’è sofferenza. E’ un film diverso perchè intimistico, personale, una dedica ad un padre. Inarritu cambia ma non delude (mi è piaciuto meno “Babel” di questo “Biutiful”). Bardem è immenso, avrebbe meritato anche l’Oscar per quanto riesce a comunicare la tragicità di un padre che non vuole abbandonare la vita ed i figli (è sofferto il pensiero di non sapere a chi lasciarli). Un film che non si dimentica.

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