2010
9 Recensioni su

Biutiful

/ 20107.4160 voti
Biutiful

L’ultimo vero Inarritu / 22 Marzo 2017 in Biutiful

Continuerò sempre a preferirei primi film di Inarritu, rispetto agli ultimi Birdman e The Revenant:
se è vero che questi hanno notevoli virtuosismi visivi, i primi film del regista messicano erano assai più sobri visivamente, non avevano tutto questo bagaglio tecnico, sono però impregnati di straordinaria tensione e violenza emotiva.

E Biutiful è proprio l’ultimo film in cui si respira tutto ciò, prima che il regista si trasferisse ad Hollywood a fare film che, meriti e demeriti a parte, non si possono considerare quindi propriamente come sue creature, concepiti invece da grosse case di produzione.

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13 Febbraio 2013 in Biutiful

Molto toccante e doloroso, è lungo 2h 15 min, che però scorrono via così, tra stupende immagini di una Barcellona diversa e meno da cartolina ( fotografata divinamente) e scene angoscianti. Javier Barden bravissimo.

…Angosciante / 7 Febbraio 2013 in Biutiful

… di certo il film sbagliato nel momento sbagliato.
Ma forse, tutto sommato, è meglio così.

13 Gennaio 2013 in Biutiful

Un immenso Bardem per un dramma profondo sulla morte e le disgrazie della vita e della società. Profondo e toccante, bellissima la fotografia urbana della peggior Barcellona.

Film intenso e cupo ! / 5 Marzo 2012 in Biutiful

Partendo dal fatto che io adoro Inarritu o meglio il primo Innaritu, questo film mi ha un pò deluso perchè meno movimentato nel montaggio e nella storia. Comunque resta un bel film, molto cupo, volutamente girato quasi sempre di notte o in interni e molto intenso.
Molto bravo Bardem, ma questo si sa !

16 Gennaio 2012 in Biutiful

Un film veramente molto bello e intenso nella sua tragicità.
Duro, implacabile come la morte che accompagna tutta la pellicola con la preoccupazione dei figli che non vuole abbandonare ma che non ha possibilità di scelta.
Da vedere ma attenzione allo stato d’animo. Fa veramente male se non si è psicologicamente forti.

10 Giugno 2011 in Biutiful

L’ultimo film di Inarritu, che è valso il premio come miglior attore a Cannes al suo protagonista, Javier Bardem, è anche il primo senza Arriaga. La critica non è stata benevola ed, infatti, questo film si discosta dai tre precedenti. Cambiano i temi e cambia la struttura narrativa (diversamente dagli altri qui il film è più lineare, non c’è una rappresentazione distinta delle vicende dei personaggi, che poi si incontrano in un momento preciso per un destino quasi casuale). C’è innanzitutto la storia di un padre malato che non vuole lasciare le figlie e che non ha mai conosciuto suo padre. C’è pathos in questa pellicola, c’è sentimento, c’è sofferenza. E’ un film diverso perchè intimistico, personale, una dedica ad un padre. Inarritu cambia ma non delude (mi è piaciuto meno “Babel” di questo “Biutiful”). Bardem è immenso, avrebbe meritato anche l’Oscar per quanto riesce a comunicare la tragicità di un padre che non vuole abbandonare la vita ed i figli (è sofferto il pensiero di non sapere a chi lasciarli). Un film che non si dimentica.

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“Lo sai che i gufi quando muoiono sputano un bolo di pelo ? / 18 Aprile 2011 in Biutiful

Biutiful
Uxbal , padre tenero ed affettuoso che vive coi i suoi figli in uno squallido appartamento di una Barcellona insolitamente sporca e nuvolosa e che per assicurare loro un futuro sbarca il lunario grazie ad un traffico irregolare di clandestini, ha un rapporto particolare con la morte . Lo si intuisce già dalla stupenda inquadratura iniziale (ripetuta opportunamente alla fine) prima ancora di vederlo impegnato ad “aiutare” l’anima di un ragazzino morto ad abbandonare serenamente il proprio corpo. E tale rapporto si farà ancora più intenso quando gli viene confermato ciò che inconsciamente forse già sapeva , ossia di essere ammalato terminale di cancro.
Duro, cupo, angoscioso , un film che affronta lucidamente il mondo del disagio famigliare , della sofferenza, dell’emarginazione .
Forse è il più lineare fra quelli da me visti di Alejandro Gonzales Inarritu , regista messicano indigesto a molti ma che non manco di seguire con interesse sin dal suo primo “Amores perros” , e che consiglio solo a chi abbia i miei stessi gusti al riguardo.
Ultima annotazione per gli attori : Javier Bardem straordinario come al solito , ma molto intensa anche Maricel Alvarez , bruttina (raro trovare un naso simile in una donna) ma bravissima nella parte della moglie alcolista e psichicamente instabile .

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5 Febbraio 2011 in Biutiful

Due ore nette di pellicola che pesano tre volte tanto: una storia claustrofobica, in cui la pena dei protagonisti sembra ineluttabile, senza scampo.
Inarritu spia implacabilmente corpi e visi, la camera è sempre addosso agli attori e lo spettatore non sa se scostarsi dalla loro untuosa infelicità o accoglierla.
Fotografia implacabile per una Barcellona sporca, caotica, ricettacolo di drammi incontrollabili.
Bardem è un gigante, un totem impotente: scusate, ma l’ex-aequo con Germano a Cannes, per me, non regge. Pur interpretando ruoli simili (padri alla deriva, senza il conforto o l’appoggio di una compagna, ecc.), le loro interpretazioni sono sostanzialmente differenti: là dove a Bardem basta modificare l’intensità dello sguardo, a Germano occorre sbraitare e smanacciare l’aria, complicando le reazioni emotive del suo personaggio.
Nel complesso, una pellicola intensa. Pure troppo.

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