Recensione su Ferro 3 - La casa vuota

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Silenziosa poesia / 24 Agosto 2012 in Ferro 3 - La casa vuota

“Siamo tutti case vuote e aspettiamo qualcuno che apra la porta e ci renda liberi. Un giorno il mio desiderio si avvera. Un uomo arr
iva come un fantasma e mi libera dalla mia prigionia. E io lo seguo, senza dubbi, senza riserve… finché incontro il mio nuovo destino.”

Ferro 3 parla di sentimenti, d’amore, in un maniera in cui noi occidentali non siamo assolutamente abituati.
Non c’è ostentazione, volgarità, non ci sono bionde che si tirano i capelli o urlano, è assente anche quel senso di scontatezza e di noia che appesantisce, ormai da anni, il nostro cinema.
Ferro 3 è tutt’altro. E’ leggiadria. Delicatezza. E’ un divano con i cuscini ricamati. E’ un focolare disabitato che vi accoglie, nonostante non sia casa vostra. E’ uno sguardo che comunica più di mille parole. Ferro 3 è silenziosa poesia.
Tutti elementi nuovi, almeno per me, che sono ancora una novizia del cinema con gli occhi a mandorla.

Rimarrete folgorati dai due protagonisti, di cui non si sa nulla, che con l’incontro dei loro occhi neri, vi catapulteranno nella storia, come se la steste vivendo voi, in prima persona. Avrete la fragile paura di Lei, e la dignitosa voglia di riscatto di Lui.

Ferro 3 un turbine di pacate emozioni, narrateci dalla mestria di Kim Ki-Duk, che vi incollerà allo schermo fino agli ultimi secondi.

Un film che concentra tutta la sua essenza sulla scritta che appare prima dei titoli di coda.
Un film che vi farà sognare, sperare.. amare.

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