Recensione su Ferro 3 - La casa vuota

/ 20048.0374 voti

7 e mezzo ma su dai non essere stretto di voti che alla fine ti è piaciuto. / 3 Ottobre 2013 in Ferro 3 - La casa vuota

L’assenza della parola nel dialogo fra amanti.

In seguito a un sequestro di persona è possibile si verifichi “la Sindrome di Stoccolma”. La vittima del rapimento durante lo stesso prova un sentimento positivo nei confronti del rapitore o dello sfruttatore, un sentimento che va dalla solidarietà all’amore. In Ferro 3 i ruoli vengono ribaltati; la vittima è una giovane donna sposata con un orco appartenente all’alta società. Quest’ultimo è il vero sfruttatore non il ragazzo che si innamora della stessa.
L’unica colpa del giovane è di penetrare nel domicilio altrui. Quello che dovrebbe essere l’aguzzino si rivela un salvatore. Egli è si uno scassinatore, in apparenza è un teppista da strapazzo, ma è soprattutto colui il quale porrà fine, momentaneamente, alle violenze subite dalla donna. Come ? “Sequestrandola”. Non si può parlare di un sequestro nel vero senso della parola poiché la donna sceglie di seguirlo indipendentemente e liberamente.
Comincia così una rocambolesca fuga notturna che si trasformerà in storia d’amore.
Ferro 3 è un film malinconico, agrodolce, neanche troppo addolcito dall’happy ending finale. Una bella fetta di torta in celluloide è dedicata alla prigionia del sequestratore; il cattivo, quello vero, non viene toccato. Ferro 3 è una mazza da golf, ferro 3 la storia di due classi sociali diverse e lo scontro fra queste per il conseguimento di un amore clandestino… Una fantastica pellicola diretta da Kim Ki-duk.

DonMax

Lascia un commento

jfb_p_buttontext