Recensione su Ferro 3 - La casa vuota

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30 Aprile 2013

Non é sicuramente il miglior film di Kim Ki-duk, almeno a mio modesto parere.
Un pò troppo ermetico, a tratti pretenzioso e con un finale surreale.
Questo voler dire tutto senza dire nulla é certamente una scommessa interessante, ma non mi ha convinto del tutto.
Encomiabile, invece, l’originalitá di un approccio inconsueto: l’amore del resto é qualcosa di ineffabile e allora perché non dipingerlo con il silenzio?
La parola: espressione della banalitá umana.
I due protagonisti non parlano mai per tutto il film, a parte qualche battuta della ragazza nel finale, segno del compromesso che la porta a condividere (quanto meno nello spazio) i suoi affetti pur di ritrovare la felicitá.
L’ingresso nelle case vuote: anche qui molte possibili interpretazioni: l’angelo custode? il voler entrare nelle vite degli altri (vedi le foto ricordo)?
Lei che si piazza davanti alla pallina quando lui sta per tirare.. Ecco, sono queste le cose che proprio non mi vanno giù..

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