Recensione su Best

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2 marzo 2011

I distributori italiani dovrebbero vergognarsi: come si fa ad ignorare un film come questo? Voglio dire, la multisala vicino casa mia ha programmato per due settimane il film delle Winx! Ci propinano ore e ore di immani boiate, ma non riescono ad avere il coraggio di tenere da parte una settimana di programmazione per un piccolo gioello come questo…che amarezza! E non è un film solo per appassionati di calcio, ve lo assicuro, nessuno meno interessato di me all’argomento. E’ solo la storia di un grandissimo talento racchiuso nel corpo di un uomo che non è stato in grado di gestirlo, il primo calciatore ad essere travolto da un’ondata di popolarità immensa (anomala per l’epoca), il primo corteggiato dalla pubblicità, dalla televisione, da una miriade di donne: un David Beckham in basettoni, insomma. Questo non è solo un film, è una testimonianza storica, un’analisi molto lucida di quanto possa essere effimera la popolarità (soprattutto quella a buon mercato dell’era del “piccolo schermo”) e su quanto sia facile farsi prendere la mano se non ti riesce di usare bene la tua testa. Beh, George Best non è riuscito ad usarla a dovere la sua testa, era troppo impegnato a fare il tagliando al suo fegato, ma ha pagato, eccome se ha pagato. Un uomo che ha vissuto il peggio, nonostante il suo cognome.

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