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Recensione su Berlin Calling

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10 febbraio 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Berlin Calling.
Eravamo a Roma: una mia amica italiana di origini filippine ma dal cognome nipponico, un suo amico musulmano non praticante ed io, un Sabino che voleva vendicarsi del ratto delle Sabine. Potrebbe sembrare una barzelletta ma non lo è. Ad un certo punto il tizio tira fuori un film che non conosco, intanto rosico e abbozzo tremendamente.
Si chiama Berlin Calling…
Paul Kalkbrenner è Martin alias Dj Ickarus.
Egli è un dj che compone ottima musica elettronica,
Paul Kalkbrenner indossa l’abito del dj alla perfezione perché, reggetevi forte, è proprio un dj che compone musica elettronica. Nel film è stato se stesso xD.
Martin ha raggiunto la fama mondiale, è ricco, famoso, pieno di figa, vola. Il fatto è che vola troppo vicino al sole e le sue ali di cera si sciolgono. Precipita così in vortice che lo porterà ad una situazione parzialmente tragica. Partiamo dal primo punto, Martin è solo.
Mi spiego meglio, ha una ragazza ma ci litiga. Viene abbandonato non solo dalla giovane ma anche dalla casa discografica che lo pressa per un nuovo album. Avrebbe una famiglia ma il suo orgoglio e gli attriti si rifanno sentire. E’ solo e per ispirarsi si droga ma più si droga meno è ispirato per il nuovo album, meno è ispirato e più.. insomma, cade in un circolo vizioso che lo manda in una clinica costosa, una clinica privata.
I primi tempi qui sono difficili, non si integra in un sistema che è ancora più stretto di quello che lo aspetta all’esterno. Le dure ma semplici leggi che vigono all’interno della clinica non lo colpiscono e la sua condizione peggiora. Vive come un animale in gabbia, braccato e da in escandescenza. La dottoressa Paul è più forte e riesce a portare Martin sulla retta via. Ma è la dottoressa o la musica ? Si perché nella pellicola il nostro protagonista si risolleva proprio grazie alla musica anche se è dentro la clinica che trova la via per il suo nuovo album: “Berlin Calling”
DonMax

Note del Don:
colonna sonora da paura
Aaron
Queer Fellow
Azure
Sky and Sand
Square 1
Altes Kamuffel (Special Berlin Calling Edit)
Torted
Moob
Mango (di Sascha Funke)
Atzepeng (Special Berlin Calling Edit)
Castenets (Special Berlin Calling Edit)
Revolte
Bengang
Peet
Absynthe
Gebrünn Gebrünn (Special Berlin Calling Edits)
Train

1 commento

  1. Didi31 / 7 gennaio 2015

    Voto 6 perchè mi piace tantissimo Kalkbrenner e la sua musica, ma il film non mi ha coinvolto molto.

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