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Recensione su Ben-Hur

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Come NON fare un remake / 6 giugno 2017 in Ben-Hur

Avete presente il leggendario Ben-Hur del 1959? Bè, è destinato a rimanere ancora nella leggenda, perché questo remake è davvero scarso ad essere gentili. La storia la sappiamo: durante l’impero di Tibero, a Gerusalemme il nobile Ben-Hur (Jack Huston) vive con il fratellastro romano Messala (Toby Kebbell). Tra i due va tutto bene, finchè Messala non decide di entrare a far parte dell’esercito. Quando anni dopo torna, un attentato da parte di uno Zelota, che aveva trovato riparo nella casa di Ben-Hur, contro i romani, fa partire la rivolta contro Ben-Hur che viene reso schiavo e costretto per cinque anni a vivere remando nelle lotte contro i greci. Dopo un attacco con conseguente affondamento, Ben-Hur si salva per miracolo e viene aiutato dallo sceicco Ilderim (Morgan Freeman, unico grosso nome presente in tutta franchezza) a riprendersi la sua vita e la sua vendetta contro il fratellastro, nella celebre sfida sulle quadrighe. Il film è un vero disastro, una versione semplificata, poco ispirata, anonima, a tratti pure mal recitata del colossal del 1959. Sembra incredibile che un film così moderno non riesca ad apportare alcuna miglioria ad un classico, ma è anche la dimostrazione di come i remake di certi film sono difficili e, francamente, anche inutili, soprattutto se fatti da gente non eccelsa e da attori rivedibili. Da guardare giusto se non avete mai visto l’originale, per rendervi conto che quel film di quasi 60 anni fa era di ben altra stoffa…

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