Recensione su Beginners

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2 gennaio 2012

Film interessante che ha dalla sua parte quella scelta di diluire i ricordi con innesti visivi improvvisi e colorati, veloci e relazionati al presente da connessioni labili, ma immaginifiche. Il protagonista è un uomo bloccato, perso nella sua vita e con un rapporto difficle con ciò che è al di fuori dal suo io. Ed ha una storia complessa, stretto dalla presenza delicata e folle della madre che governa la sua infanzia (il padre non c’è mai, non c’è mai una sequenza in cui lui bambino sia in presenza del padre) e dall’altrettanto fuori dalle righe personalità del padre che impera nella sua maturità. Che sia un segnale freudiano proprio come la maschera che lui sceglie di impersonare nella festa in cui incontra la donna della sua vita? Probabilmente, il femminile legato all’infanzia, il maschile alla maturità, ma da un lato ha una madre aperta, stimolante, fuori dalle righe, quasi distonante per il profilo del bambino classico, notoriamente conservatore,dall’altro ha un padre che decide di vivere, a 75 anni, la propria omossesualità. Tutto il film è un inno alla vita per un uomo che dalla vita sfugge. Sia la madre che il padre sono prodighi di ricette e consigli se non preoccupazioni verso questo figlio che, come da storiella sul desidero inappagato e sulla necessità di arrendersi a ciò che la vita ti da’, ha deciso di aspettare che la vita dia lui ciò che desidera. Film delicato appunto che si regge su protagonisti sempre in parte e in bilico fra melanconia e voglia di vita. Ed è interessante che i genitori, quelli che hanno raggiunto un compromesso per via dell’epoca in cui hanno vissuto, siano così pieni di vita, così saturi di vita, mentre i figli siano attanagliati da una sottile depressione. Tutto è meno semplice di come lo si può raccontare, perchè questi figli pagano i compromessi dei genitori in un groviglio di problemi psicologici che si aggrappano a questioni personali e sociali, direi quasi storici.
E’ una storia su una tristezza (il libretto a fumetti parla molto di sè) e una rinuncia, un uomo forse schiacciato dalle personalità dei suoi genitori che però lo amano e voglio per lui quello che loro non hanno, per vari motivi, goduto.
Bello il personaggio del cane, profondo oserei dire, il cane restituisce dignità alla famiglia omogenitoriale (ok è solo un cane non un figlio, ma il senso, potente, è quello) del padre di lui, il cane costruisce la sua storia d’amore

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