Recensione su Beata ignoranza

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Cose improbabili in contesti senza regole / 9 Settembre 2019 in Beata ignoranza

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Massimiliano Bruno mi sta simpatico (merito di Boris, credo) e ho visto alcuni dei suoi film da regista (in cui compare sempre con più o meno brevi cameo). Apprezzo la varietà tematica dei suoi lavori, sempre incentrati sull’attualità più stringente, e il fatto che riesca a coinvolgere con apparente facilità la créme degli attori italiani brillanti.
Al contrario, non sono mai soddisfatta dalla risoluzione delle sue messinscene, in cui l’ironia sublima la credibilità. Niente a che vedere con la commedia all’italiana “pura” a cui sembra volersi ispirare, per i motivi sopracitati.

Beata ignoranza ha gli stessi problemi che ho percepito fin dai primi film che ha diretto, come Nessuno mi può giudicare e Viva l’Italia, e in un paio delle sceneggiature che ha firmato (Maschi contro femmine, Notte prima degli esami oggi).
In sostanza, i personaggi di Bruno fanno cose improbabili in contesti senza regole. Non si tratta di normale sospensione della credulità richiesta dal mezzo cinematografico, ma di semplificazioni che, alla lunga, invece di indurre al sorriso, portano all’esasperazione.

La fortuna di un film con una storia in potenza fortissima ma negli esiti esile come Beata ignoranza sta nella sola scelta della coppia di attori protagonisti. Marco Giallini è un fantastico burbero quanto Alessandro Gassman è un corretto edonista.
Ma i pregi del film si fermano lì, in quanto, nel complesso, difettano perfino le caratterizzazioni. Le falle sono ampie e mal gestite. Per esempio, sono rimasta basita davanti alla rappresentazione dell’insensibilità di Ernesto (Giallini) al momento della scoperta della paternità di Nina (Teresa Romagnoli). L’uomo scopre l’infedeltà della moglie (Carolina Crescentini) e se la prende con la ragazzina di 15 anni, apostrofandola con cattiveria e abbandonandola. Non c’è una evoluzione precisa del suo personaggio: è sempre stato egoista? Aveva già tendenze misantrope? La sua è una reazione estemporanea? Non si sa.
Quale tipo di emozione si potrebbe sviluppare per un personaggio del genere? Dal canto mio, indifferenza. E con tale spirito, purtroppo, ho guardato il resto del film.

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