2017

Baywatch

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Baywatch
Baywatch

Film ispirato all'omonima serie tv. Il guardaspiaggia Mitch è impegnato ad addestrare nuove reclute, tra cui Matt, un nuotatore professionista, e Summer. Contemporaneamente, Mitch coinvolge i ragazzi in una serie di folli indagini su un probabile traffico di droga che coinvolge Victoria Leeds, proprietaria dell'esclusivo Huntley Club.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Baywatch
Attori principali: Dwayne JohnsonZac EfronAlexandra DaddarioKelly RohrbachPriyanka ChopraJon Bass, Ilfenesh Hadera, Rob Huebel, Yahya Abdul-Mateen II, John Cenatiempo, Pamela Anderson, Hannibal Buress, Charlotte McKinney, Jack Kesy, David Hasselhoff, Izabel Goulart, Ana Flavia Gavlak, Angelique Kenney, Oscar Nunez, Brandon Larracuente, Maegan Vogel, Haviland Stillwell, Kera Lynn, Whitney Goin, Amin Joseph, Belinda, Lee Hodge, Earl Poitier, Shay Davila, Barbara Vincent, Damon Preston, Bria Danielle Davis, Cody Scott, Samantha Harris, Seth Gordon, Brenda Lowe, Peter Anaya, Vincenzo Hinckley, Arian Foster, Karin Silvestri, Casey McCullum, Zachary Vazquez, Kelly Róisín, Apollo GT, Matthew Kosto, Logan Paul
Regia: Seth Gordon
Sceneggiatura/Autore: Damian Shannon, Mark Swift
Colonna sonora: Christopher Lennertz
Fotografia: Eric Steelberg
Costumi: Dayna Pink, Stacy Horn
Produttore: Ali Bell, Michael Berk, Michael Berk, Michele Berk, Gregory J. Bonann, David Ellison, Beau Flynn, Dany Garcia, Dana Goldberg, Don Granger, Dwayne Johnson, Joe Medjuck, Tom Pollock, Ivan Reitman, Mary Rohlich, Louise Rosner-Meyer, Douglas Schwartz
Produzione: Usa
Genere: Azione, Commedia
Durata: 116 minuti

valido blockbuster action / 29 Aprile 2019 in Baywatch

A me è piaciuto tantissimo, mi aspettavo il filmone fracassone in stile classico blockbuster estivo action/comedy ed ho trovato proprio questo. The Rock sempre più icona di questo genere di film, che non sbaglia praticamente mai. Aspettiamo il sequel ed altrettante bagnine prosperose.

Il voto sarebbe un 6.5 / 1 Febbraio 2018 in Baywatch

Pensavo fosse un enorme cavolata e invece il film è passabile per una serata di relax (senza troppo impegno).
Il tenente Mitch (Dwayne “The rock” Johnson) è un bagnino (ma non chiamatelo solo così) che con l’aiuto di C. J. (la splendida Kelly Rohrbach) e Stephanie (Ilfenesh Hadera) deve scegliere le nuove reclute per tre posti nella squadra.
Tra i candidati ci sono lo sbruffone campione di nuoto Matt Brody (Zac Efron), la bella Summer (Alexandra Daddario) e il timido e un po’ goffo Ronnie (Jon Bass). Ma la squadra non si occupa solo di salvataggi ma anche di salvaguardia della spiaggia e quando una nuova droga spunta dalla sabbia, Mitch e soci cercheranno di scoprirne la provenienza.
L’antipatia iniziale di Matt Brody e gli incidenti del ca**o (scusate il francesismo ma è un doppio senso voluto) di Ronnie sono i punti più bassi del film che però ha un buon ritmo e si sorride spesso soprattutto per i battibecchi tra Matt e Summer che riesce a tenerlo abbastanza a freno rispondendo a tono. Anche durante l’indagine c’è qualche punto basso (la scena all’obitorio, ad esempio) ma tutto sommato pensavo peggio.
Inoltre qualche citazione della serie originale, con anche qualche presa in giro come ad esempio i protagonisti che sembravano sempre correre al rallentatore (soprattutto le ragazze per motivi abbastanza evidenti).
Nel resto del cast da citare Priyanka Chopra (attrice indiana vista nella serie “Quantico) nei panni della ricca Victoria Leeds e i camei di David Hasselhof (simpatico il battibecco finale con Mitch) e Pamela Anderson (praticamente inutile invece il suo cameo).

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Scollature, panettoni, rigoglio sano di femminili ormoni / 4 Giugno 2017 in Baywatch

È mio dovere avvisarvi: questo film ha un enorme difetto.

Non è per tutti.

Come ogni opera a tinte fortemente intellettuali, infatti, la profondità dei suoi contenuti non è immediatamente raggiungibile dalla comune mente umana; al contrario, essa necessita di una concentrazione non indifferente e di un impegnativo sforzo psicologico da parte dello spettatore, che rischia di perdere le più sfuggenti sfumature dell’esperienza narrativa a cui si trova innanzi.

Amo il cinema da che ne ho memoria e credetemi, penso di non peccare di arroganza affermando che abbiamo qui raggiunto una vetta difficilmente avvicinabile da parte dei futuri prodotti cinematografici, che avranno in “Baywatch” un confronto purtroppo per loro impari e, temo, perso in partenza.

Un film pregno di contenuti filosofici, metaforici ed introspettivi.

Come Bergman, ma più tettoso.

Come Tarkovskij, ma con più addominali.

Come Godard, ma con più battute sui peni.

Novello Virgilio, con i miei umili mezzi cercherò di accompagnarvi in questa esperienza sensoriale e farvi comprendere attraverso i miei scritti quanto questo film, questa pellicola, questa… magna opera costituisca non solo una delle pietre miliari della storia del cinema, ma anche una delle fondamenta della cultura occidentale.

Partiamo dall’ovvio: le donne del film.

Questi angeli dalle forme giunoniche scesi da un iperuranio lontano e trascendentale non sono, come solo uno stolto potrebbe pensare, un espediente per attirare frotte di pubblico maschile dall’ormone birichino, ma fungono da chiaro richiamo al concetto più puro di femminilità: la maternità da cui tutti noi deriviamo.

Per quanto possiamo essere cresciuti a livello psico-fisico, ognuno di noi proviene dal grembo materno e dal seno, che allattandoci ha fornito a noi pargoli il primo nutrimento e la prima fonte di energie per affrontare il mondo.

Il continuo ed ipnotico sballonzolamento di tali enormi seni mediante una slow motion che oltrepassa di gran lunga il mediocre “Matrix” rappresenta nello specifico l’aspetto più imprevedibile della femminilità: la donna è un essere in continuo cambiamento ed evoluzione, un mondo in movimento da scoprire, ogni giorno sempre nuovo.

Quale genialità, quale meraviglia, quale epifania inoltre nell’ammirare la donna a contatto con l’acqua, immagine in cui solo i più ignoranti possono non cogliere il chiaro trait d’union con “La nascita di Venere”, capolavoro quattrocentesco del Botticelli a cui la pellicola strizza chiaramente l’occhio.

Ma “Baywatch”, da masterpiece quale è non si limita ad una delle metà del cielo.
No, sarebbe troppo facile: anche l’uomo deve essere innalzato.
The Rock non è semplicemente un omone simpatico usato per fare da piacione.
Zac Efron non è semplicemente il ragazzetto caruccio che gli faccia da spalla comica.
No, i loro fisici scultorei sono chiaro richiamo alle forme maschili perfette: essi sono dei David di Michelangelo, degli uomini vitruviani le cui carni spinte fisicamente al massimo fanno giustamente vergognare il maschio comune, il cui fisico assume la connotazione di quello del maestro Pregadio in confronto all’Übermensch samoano ed al golden boy di “High School Musical”.

Focalizzandosi sulle gag comiche, sotto un abilissimo travestimento da sgangherate puttanate esse celano un sottotesto dalla profondità filosofica e narrativa tranquillamente paragonabile al misticismo di Osho.
Zac Efron vestito da donna non è per nulla un patetico tentativo di risata facile tramite il trito espediente dell’uomo en travesti, ma anzi è diretto esempio del superamento della ormai limitante separazione tra i sessi.
Prima di distinguerci tra uomini e donne siamo innanzitutto persone: Efron donna è un messaggio di pace ed uguaglianza di grande memorabilità e spessore umano, un po’ la versione moderna dell’”Ich bin ein Berliner” di Kennedy o dell’”I have a dream” di Martin Luther King.

Le continue battute su peni e tette nascondono un evidente retrogusto amaro, che freudianamente si può estrinsecare nella difficoltà del corteggiamento e nello scontro tra razionalità sociale ed istinto animalesco, il tutto condito da un alone malinconico che non può non ricondurre la mente al comico ma allo stesso tempo triste vagabondo impersonato da Charlie Chaplin.

Ma “Baywatch” non si accontenta di scavare nella profondità dell’intelletto, vuole sfidare il pubblico, tendendogli una trappola.
La CGI del film è infatti veramente orribile: uno spettatore poco accorto potrebbe pensare “Porca puttana, ma questi effetti speciali sono lamme**a! Sembrano fatti con Windows 98!”
Ed è lì che casca l’asino: è ovvio che tale scarsa cura sia voluta, e questa è una sottile quanto sagace critica all’industria hollywoodiana stessa, che punta troppo sulla forma e poco sulla sostanza.
Come Ned Ludd a fine Settecento, “Baywatch” compie una coraggiosa opera di distruzione nei confronti della tecnologia, in quanto essa non è più servitrice dell’uomo, ma suo feticcio anti-sociale.

Quale mirabile inventiva.

Sugli attori, penso che dilungarsi sulle loro performance sarebbe offensivo verso Stanislavskij, Strasberg, Chekhov e gli altri grandi maestri della recitazione.
Se Efron e Dwayne Johnson hanno un’alchimia che supera di gran lunga quelle delle grandi coppie del passato (spazzati via Lemmon e Matthau, Martin e Lewis, Redford e Newman), il cast femminile offre interpretazioni la cui cristallina qualità trascende nettamente i limiti umani.

Se la bionda Kelly Rohrbach, che non riesco a comprendere come sia solo una modella di “Sports Illustrated” tanto è brava e naturale (ve la butto lì: siamo di fronte alla nascita della nuova Marilyn?) richiama sapientemente con i suoi infiniti primi piani sulle terga la celebre Venere Callipigia, la mora Alexandra Daddario conferma le straordinarie doti recitative già mostrate nell’eccellente serie tv “True Detective”.

Enormi doti recitative.

Così come il movimento impressionista si separò dai canoni artistici tradizionali dell’arte ottocentesca, così “Baywatch” traccia una netta linea di demarcazione nei confronti della Settima Arte come eravamo abituati a conoscerla.

C’è stato un prima di questo film e ci sarà un dopo questo film.

Capolavoro.

P.S.
– Per quanto il film sia costituito da due ore di scempiaggini, ammetto che la loro totale imbecillità ed il mai prendersi sul serio mi abbiano strappato ben più di una risata.
– Efron e Johnson come coppia comica hanno un’alchimia migliore di quanto mi aspettassi.
– I personaggi femminili sono dei tettuti soprammobili bidimensionali (a parte le poppe). Se siete maschietti non sarà un brutto vedere, ma anche i due fustacchioni citati sopra possono sollazzare l’occhio delle fanciulle.
– Le battute sono talmente tante che per la legge dei grandi numeri qualcuna per forza va a segno; la maggior parte sono simpatiche, dai.
– La CGI è terrificante.
– Come film trash-demenziale non neanche male.

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