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Battle Royale

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Battle Royale

2 / 8 Aprile 2016 in Battle Royale

L’unico film che supera il libro è shining.
Io da buona testarda mi fisso a voler sempre vedere il film dopo aver letto il libro. Questo è l ennesimo caso in cui il libro è qualcosa di meraviglioso e il film una ciofeca colossale.
Una classe delle medie in giappone viene scelta ogni anno per un combattimento mortale. Il sopravvissuto vince il ritorno a casa. Nel libro tutto è ben caratterizzato ,dalla personalità di ogni studente , al tipo di uccisione , ai rapporti e ai gruppi che si creano , alle alleanze e ai tradimenti. Il film invece ricorda “mai dire banzai” della gialappas band (non so se qualcuno ricorda quel meraviglioso programma trash) . Forse in versione manga sarebbe uscito meglio. Peccato. Voto 2. Consiglio a tutti la lettura del romanzo.

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42 / 3 Gennaio 2014 in Battle Royale

Anni fa, quand’ero ai miei primi approcci con il fumetto giapponese (o manga, se preferite), cercai tramite web qualcosa che mi potesse soddisfare in termini di storia, personaggi e lunghezza. Tra le numerose opere consigliatemi dal popolo di internet, uscì fuori questo fantomatico Battle Royale, opera drammatica di Koushun Takami, già autore del romanzo, e affidato ai disegni di Masayuki Taguchi.
Dopo la lettura non potevo non sentirmi appagato: la storia, basata sulla struttura del survival game e lo splatter rendevano l’opera godibile. Certo, forse per alcuni versi eccessivamente surreale, ma nel complesso soddisfacente. I personaggi erano tutti caratterizzati a fondo e rappresentavano ognuno le innumerevoli sfaccettature dell’umanità, oltre che i diversi approcci al BR. Anche sulla lunghezza pollice in su. Quindici volumi sono un numero pressoché perfetto. Non risultano troppi e nemmeno troppi pochi.
E’ inevitabile per me porre questa pellicola ad un diretto confronto con i quindici volumi citati sopra, con tutto il rispetto per chi ha letto il romanzo originale. Magari in futuro riuscirò a recuperare quest’ultimo, ma per ora la mia opinione sarà questa, visto anche che il fumetto mi è rimasto particolarmente impresso.
La domanda che mi sono posto è stata: l’adattamento cinematografico di Kinji Fukasaki cosa “coglie” di BR e cosa lascia invece per strada?
Tra le cose maggiormente azzeccate nella pellicola vi è senza ombra di dubbio l’atmosfera e l’esposizione delle tematiche. BR è un miscuglio di dramma, thriller e splatter, che Takami aveva sapientemente utilizzato per criticare la situazione di un Giappone a suo parere troppo preso da un senso di competizione spietata, la quale viene istillata nei giovani e di cui uno dei principali esempi è dato dal rigidissimo sistema scolastico. Ma non mancano tematiche un po’ più generali, qui portate all’estremo: l’amicizia, l’amore, l’odio, la fiducia, il tradimento, la vita, la morte. Tutte caratteristiche di cui i 42 ragazzi si fanno dovuti portavoce.
I personaggi però non rendono a mio parere giustizia alla loro versione fumettistica. La pellicola, limitata naturalmente dalla sua durata, approfondisce solo in parte le psicologie variegate dei protagonisti o comunque limitandosi solo a qualche personaggio, non riuscendo a far capire fino in fondo allo spettatore i motivi delle loro scelte, del loro modo di porsi nei confronti del BR Act. Personalità come quelle di Kazuo Kiriyama, che nelle tavole appariva come una delle menti più complesse e intriganti della storia, nella pellicola di Fukasaku viene relegata ad un semplice ruolo di villain, con un risultato piuttosto mediocre. Anche le interpretazioni del cast mi hanno lasciato, nel complesso, piuttosto indifferente.
Per contro, c’è da dire che il film ne guadagna molto a livello di ritmo. Sono infatti pochissimi i momenti morti, grazie anche ai continui scontri tra gli studenti.
Menzione per la particolare colonna sonora, affidata alle composizioni della musica classica. Bellissimo l’utilizzo della Messa da Requiem di Giuseppe Verdi per accompagnare i titoli di testa.
Film piacevole e ben realizzato in alcuni aspetti, ma piuttosto lontano dal fumetto che, in attesa di recuperare il romanzo, consiglio vivamente.

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Esilarante. / 30 Settembre 2013 in Battle Royale

Dopo aver letto il libro e aver iniziato con il fumetto, non posso non catapultarmi nella visione del film. Il libro lascia, veramente, il segno, mentre già il fumetto non è assolutamente all’altezza di questo e avrei tanto voluto terminarlo prima di guardare il film, ma sto seriamente pensando di sospenderlo… E’ qualcosa di indecente e per questo vi dico, che se proprio dovete leggere Battle Royale, evitate il fumetto e buttatevi sul libro.
Per quanto riguarda il film invece, a pochi minuti dall’inizio già supera altamente le mie aspettative. I personaggi sono dei veri adolescenti non come quella minchiata del manga che quasi pare una barzelletta dire che hanno quindici anni. La recitazione è sicuramente migliore di quello che mi aspettavo, insomma, dopo qualche drama cominci ad avere una bassa considerazione degli attori asiatici. Escluse le ragazze, eh. Le avrei prese a randellate nei denti una per una. Poi, per quanto mi riguarda, apprezzo le differenze tra film e opera originale. Anche se queste mi hanno scombussolato parecchio le idee. Il che dovrebbe essere difficile visto che ho ancora tutti i passaggi della storia belli freschi in mente. Capire dovrebbe essere semplice, nel mio caso, ma non sempre lo è stato.
Probabilmente se avessero dedicato qualche minuto in più alle spiegazioni sui legami tra i personaggi e alle loro storie, non sarebbe venuto poi così male. Almeno di quelli principali, perché non c’è niente di chiaro.
Inoltre hanno dimenticato importanti regole del gioco… Non omesso, ma dimenticato. Perché far sparire magicamente le navi che pattugliano le coste dell’isola, per impedire ai partecipanti di fuggire, vuol dire che a chiunque sarebbe venuto in mente di costruirsi una zattera e scappare nell’isola più vicina.
Non mi è piaciuto il fatto che sia troppo veloce. Non penso si sarebbe lamentato qualcuno se fosse durato un’oretta in più. Giusto per dare una sistematina alla storia, renderla meno sbrigativa e più sensata. Insomma, il libro ha una morale, c’è un motivo – ugualmente insulso – per cui è stato instaurato il Programma. E invece qui non ha senso. I ragazzi non sanno nulla, mentre in verità vivono nel terrore di arrivare in terza media e di essere scelti per questo stupido gioco. Ma qui? Sembra di stare a una fiera di paese. E quei due che in verità sarebbero studenti della classe, Shogo e Kiriyama fin dagli inizi… Perché inventarsi questa cagata? Che gli costava lasciare le cose com’erano? Probabilmente dovevano giustificare il fatto che non sembravano avere l’età giusta.
Ma vabbè, questo è tutto – penso – per quanto riguarda le mie considerazioni, probabilmente avrei altro da dire, ma arrivo ad un certo punto in cui perdo il filo del discorso, quindi mi fermo.. Giuro. Comunque in generale non mi è dispiaciuto, in fondo non è tanto male, se lo considerate brutto vuol dire che non avete idea di cosa sia veramente un film giapponese “brutto”, questo almeno sotto alcuni punti di vista è salvabile.
Punto a favore: Kitano è sempre un figo.
Voto 6 perché mi ha fatto ridere troppo, davvero.

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Mbah / 15 Maggio 2012 in Battle Royale

Tanta gente lo definisce brutto… e in effetti lascia desiderare in alcuni aspetti, specie al pubblico occidentale abituato a vedere in scena De Niro che invece si ritrova a guardare 42 ragazzotti alle prime armi e poco espressivi. Ma nell’insieme il film è geniale, crudo, colpisce come un pugno allo stomaco, non si lascia dimenticare facilmente. Il suo punto di forza è il realismo (per quanto distopico) della situazione, che, ben lontano da un fantascentifico Hunger Games, ci fa domandare: “cosa farei io se mi trovassi in quella situazione?”
Il film in sé meriterebbe un 8 pieno, gli do 9 per Takeshi Kitano che riesce a essere una prima donna persino con un personaggio che nell’opera originale era solo l’ennesimo cattivo stereotipato.

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25 Marzo 2012 in Battle Royale

Brutto brutto brutto, talmente brutto da riuscire ad essere godibile. Direi che la definizione “So bad It’s good” calza a pennello per questo film tratto dal manga omonimo (a sua volta tratto da un romanzo). Da guardare per farsi due risate in compagnia degli amici assistendo alle ridicole morti degli scolari, con conseguenti litri di sangue (in tipico stile splatter) sgorganti dalle loro ferite, o ai deliri del supremo professor Kitano (star indiscussa nel finale). A completare il tutto un cast pietoso e la fotografia ai limiti dello squallido. Insomma, Battle Royale è una perla del cinema nipponico, un must per gli appassionati del manga e dei trash come solo i giapponesi sanno fare (Ricky Ho insegna).

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semplicemente atroce. / 1 Aprile 2011 in Battle Royale

Talmente brutto che riesce quasi a diventare un cult. Da vedere assolutamente. Non sto scherzando

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