Recensione su Batman v Superman: Dawn of Justice

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Un passo avanti verso il fumetto. / 29 Marzo 2016 in Batman v Superman: Dawn of Justice

Ricalcando la sagoma del Cavaliere Oscuro, d’impronta Milleriana, Snyder, pone dinanzi all’Uomo d’Acciaio, alla creatura che per potenza si erge a divinità, la sua controparte umana, antitesi del superuomo, e proiezione astratta di un dilemma esistenziale.
Sebbene si prefiguri come seguito dell’ultimo reboot di Superman, l’Ala d’Acciaio è più che mai presente con i suoi oscuri presagi, che delineano più pragmatismo (in netta contrapposizione ad un’utopica visione di una realtà ) di quanto se ne possa aspettare da una pellicola incentrata su dei supereroi.
E non è un pretesto la lotta fra i due, così tanto sponsorizzata dalle locandine e dai trailer, in quanto perno sul quale poggia l’intero film, fornendo agli spettatori piccoli scorci di pensieri ed illusioni, figli di archetipi creati su misura dei fumetti che li hanno lanciati.
Per quanto concerne l’opinione di una ”cosiddetta” critica americana ( almeno una buona parte di essa ) non posso che valutarla ( sempre a mio modestissimo parere ) nulla, o almeno di alcun valore, in quanto retta sul raffronto fra più rappresentazioni, principalmente quella di Nolan.
Ovviamente il confronto appare inevitabile, ma risulta pressoché inutile, in quanto la trilogia di Nolan può essere categorizzata come rivisitazione, e non adattamento del personaggio di Batman, poiché priva di ogni caratterizzazione dello stesso.
Il Cavaliere Oscuro di Snyder, seppur con delle incongruenze, è quello che più si avvicina all’immaginario Milleriano, nonché di quello di Bob Kane e Bill Finger .
Quindi asserire che il Batman di Nolan è migliore, è come dire che lo stesso è migliore di quello creato nei fumetti, dacché profondamente diversi. Una sorta di paradosso che porta a pensare che la maggior parte dei critici, o degli spettatori che vanno a vedere il film, non ha mai letto una singola pagina del comic.
Indubbiamente, questa sorta di amletico dilemma che si trascina in ogni trasposizione cinematografica, non può che rimanere tale, ma non deve necessariamente adombrare il lavoro svolto da Snyder ( o quello di Affleck ), poiché, eccessiva spettacolarizzazione a parte, questo Batman v Superman è godibile in quasi ogni suo aspetto.

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