Recensione su Batman v Superman: Dawn of Justice

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Batman v Superman: Dawn of Justice, con spoiler / 31 Marzo 2016 in Batman v Superman: Dawn of Justice

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Se devo essere onesta non è che Man of Steel mi abbia fatto impazzire: non volevo morire sulla poltrona del cinema (quello è stato Rango), ma è un film che non ho mai rivisto.
Nell’insieme lo trovo senza infamia e senza lode, poco adatto a lanciare un universo cinematografico e poco epico per il personaggio che deve rappresentare.
Il sequel è migliore: la figura di Superman viene mostrata egregiamente. Un essere dai poteri praticamente divini, indistruttibile, invulnerabile, devastante. Qualcuno che può essere sia un salvatore che un distruttore e che, in modo molto umano e molto divino, spesso non pensa al dopo: interviene, salva, si presenta per un istante e lascia le conseguenze a lungo termine ad altri, che devono “pulire” ciò che si lascia dietro.
Non rende conto a nessuno, decide da solo chi merita la salvezza, non conquista o distrugge il mondo per pura bontà d’animo, e se cambiasse idea nessuno potrebbe mai fermarlo.
La spaccatura dell’opinione umana è comprensibile, così come è comprensibile la confusione e l’amarezza di Clark, che – pur kryptoniano – è “solo” un uomo che cerca di fare del suo meglio e non capisce cosa vada storto, perchè le persone hanno paura di lui, perchè lo odiano o idolatrano senza mezze misure.
Il gioco di incastri tra i personaggi funziona: da una parte c’è Superman, che per quanto amareggiato cerca di incarnare l’eroe perfetto (anche perchè uno coi suoi poteri deve farlo o sono cazzi amari), dall’altra c’è uno dei Batman più oscuri e disillusi di sempre, un uomo che dopo decenni di lotta al crimine è più vicino ad essere un criminale che un giustiziere. Se dovessi fare un paragone con il MCU, questo Batman è un Daredevil a molto meno di un giorno di distanza dal Punitore.
Alcuni appunti su questa versione del vigilante di Gotham: nell’insieme mi è piaciuta un sacco. Ben Affleck è stato bravo, era fisicamente enorme, e ha incarnato più che bene l’oscurità del personaggio e il peso che gli anni di vigilantismo hanno avuto sulla sua psiche: è sempre sul limite. Tra eroe e antieroe, tra cercare di proteggere l’umanità e cercare qualcuno su cui sfogarsi fino in fondo – ma giustificandosi con sé stesso. È un uomo a cui la sua missione non basta più, e che ne sta cercando un’altra.
C’è solo un dettaglio (che tanto dettaglio non è): Batman non uccide. E non usa le armi da fuoco. Non così tanto.
E anche in quel fumetto fuori continuity a cui Snyder dice di essersi ispirato perchè lì Batman ammazza gente… no. Anche lì Batman uccide un tizio forse, e le armi da fuoco che usa hanno munizioni non letali.
Qui Bruce non è ad un passo dal saltare la linea che lo separa da ciò che odia, l’ha saltata da un pezzo e poi gli ha dato fuoco e ci ha fatto un filmino da mettere su youtube: non ha problemi ad uccidere i criminali o causarne la morte, non vuole fermare Superman ma lo vuole ammazzare.
E non so come possano giustificare che questa versione nel personaggio non abbia ucciso il Joker, soprattutto perchè sembra proprio che Jason Todd abbia incontrato la sua iconica fine.

A parte questo, il contrasto tra i due vigilanti e il modo in cui si presentano al mondo l’ho trovato azzeccato, e ho adorato i loro personaggi di contorno: Lois Lane, in tutta onestà, per me è sempre un nì. Non per colpa di Amy Adams, nè della sceneggiatura. È proprio lei che mi sta sull’anima. Ma ammetto che svolge bene il suo ruolo di ancora per l’umanità di Clark.
Alfred, invece, è semplicemente geniale. Una suocera, né più né meno, a fianco di Bruce e fonte di sarcasmo perpetua, oltre che unico sano di mente che sottolinea in continuazione quanto fosse ridicola ed inutile la crociata contro Superman. Grande Jeremy Irons.

Quindi ci sono personaggi intriganti, e un buon modo di accostarli. Dov’è il problema?
Beh, il primo grosso problema è il ritmo: una volta deciso che la trilogia di Nolan è una cosa a parte e che non farà parte dell’universo cinematografico DC, è sorto il problema di dover stabilire un nuovo Batman. Superman ha già il suo film d’esordio, e non volendone fare uno su Bruce Wayne la “soluzione” è che qui abbiamo anche la sua presentazione.
Deve essere presentato al pubblico: capire chi è, da dove viene, da che angolazione verrà analizzato, cosa vuole e fare e perchè. Contemporaneamente bisogna montare la trama generale e portare avanti la storia di Superman perchè questo è un suo film, a prescindere da chi venga prima nel titolo.
Risultato? Il film è lunghissimo, e per buona parte non succede niente. Superman, Batman, Lex Luthor… continuano a fare le loro cose senza incontrarsi se non marginalmente.
Superman e Batman si stanno sull’anima e ognuno considera l’altro una minaccia. Lex fa le sue cose, giocando a metterli uno contro l’altro e, nel tempo libero, al piccolo chimico con astronavi aliene perchè serve qualcosa di grosso contro cui farli unire.

Oggettivamente mi rendo conto che la trama del film è molto complessa e che la sottotrama di ogni personaggio è un tassello che, nel finale, dovrebbe andare al suo posto per comporre il quadro generale, ma il problema è che praticamente tutto si sarebbe evitato se i due deficienti protagonisti si fossero degnati di parlarsi per due minuti, invece di avere Bruce completamente dedito all’uccidere Clark a sangue freddo (e paragonare la cosa all’andare a caccia) e Clark… beh, i suoi motivi per avercela con Bruce sono stabiliti in un minuto e mezzo.
Sostanzialmente la trama può essere riassunta come una complicata cospirazione in cui un uomo deviato manipola per un paio d’anni circa le due persone più potenti del pianeta perchè si uccidano a vicenda, riducendole in uno stato mentale dove collaborare non è più un’opzione, con un piano B devastante.
Ma si può anche riassumere con “Due bambini vogliono essere il bambino più grosso del cortile, l’escalation del loro odio reciproco è – più o meno – ‘tu mi rompi la macchina, io ti spacco le ossa’ e la morale che se affronti un combattimento senza un piano la gente muore in modo idiota”.
Un problema che ho trovato è che la prima parte del film spiega fin troppo bene perchè questo Batman e questo Superman siano agli antipodi, e non spiega altrettanto bene perchè debbano sotterrare l’ascia di guerra e diventare amiconi in cinque minuti, con tanto di grande sofferenza di Bruce per la morte – palesemente temporanea – di Clark quando, sul serio… stava cercando di ammazzarlo fino a dieci minuti prima, e aveva dei buoni motivi per essere quantomeno sospettoso nei suoi confronti. Non erano amici, non si conoscevano, e con Wonder Woman non si erano mai visti prima… tutto questo dolore e cuore infranto, e non volerlo deludere dopo la morte non ho capito da dove fossero usciti e li ho trovati un po’ fuori luogo, avendo costruito la loro alleanza in così poco tempo.
Ci ho riso, lo ammetto.

Oh, e la battaglia contro Doomsday: tattica zero, proprio. Forse era voluto perchè i tre personaggi non hanno mai parlato, ma non ho capito perchè ad usare la lancia di kryptonite dovesse essere il tizio che può essere ucciso dalla kryptonite. Falla usare a Batman. Falla usare a Wonder Woman. Falla usare a Lois (che persino lei era più idonea). Perchè farla usare a Superman? A parte che deve morire contro Doomsday perchè succede nei fumetti, ovviamente.
Considerando che Batman era quello che meno di tutti poteva far qualcosa contro l’Abominio, perchè non mandare lui a ripescare quell’arma (che tra l’altro era il suo piano iniziale, poi ha deciso difare lo sniper bastardissimo di Halo per tirare la granata alla kryptonite, but still) e poi fargli pugnalare il nemico.
Come ho detto sopra: senza un piano la gente muore in modo idiota e perfettamente evitabile.

Altre cose che credo dipendano da me e non strettamente dal film: Lex Luthor mi ha lasciata perplessa perchè è scritto ed interpretato in modo molto più simile al Joker che a Luthor, ma nel film funziona quindi non so quanto sia un bene e quanto un male.
Le scene d’azione erano velocissime, e per buona parte non ho capito cosa stesse succedendo.
Non ho capito quanto fossero distanti Metropolis e Gotham (uno sputo, a occhio), e dove alcune sequenze stessero avendo luogo (Batman e Superman hanno sconfinato?).
Un mondo popolato da ciechi: Batman è sempre in vista, e come dimenticare l’enorme segnalatore lampeggiante ignorato da tutti pur essendo perfettamente visibile e per niente mimetico?
I personaggi sono idioti: Batman dovrebbe essere un genio, ed è un cretino.

Cose positive sparse? I vari camei della Justice League. Più il sogno di Bruce con Flash palesemente tornato troppo indietro nel tempo, che è la scena dopo i titoli di coda piazzata a metà film, e JASON MOMOA.
Più Batman che non entra mai da una porta, neanche per sbaglio.
Ah, e i sogni di Bruce: ma che mangia quell’uomo prima di andare a dormire?

Insomma, non è un brutto film: è un film che poteva essere fatto meglio.

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