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Recensione su Bastardi senza gloria

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4 marzo 2011

Ora VI dico adesso cosa.
Sono una fan sfegatata del mondo del doppiaggio italiano. Ma questo film deve essere visto senza se e senza ma in lingua originale (sottotitolato, of course, perché -per esempio- conosco solo una persona, tra i miei amici, poliglotta al punto da comprendere TUTTI gli idiomi parlati nel film).
Prima di tutto, perché i salti narrativi e gli intrecci generati dal continuo saltabeccare tra una lingua e l’altra sono indispensabili alla trama per acquisire inimmaginabile spessore.
In saecundis, perché i giochi di parole e l’ironia di alcune situazioni (su tutte, quella -magistrale- nella taverna e, indimenticabile, quella degli “italiani”) sono impensabili nella versione tradotta (che, ahimé, ho deciso comunque di testare, in seconda visione).
Per il resto, una pellicola praticamente perfetta, asciutta, manierata ma non barocca (non so se rendo), con interpreti azzeccati (Brad Pitt nella sua forma migliore, Waltz impeccabile e Diane Kruger ha una bellezza rétro che riempie il cuore), una gran bella fotografia ed una trama che, pur sconfinando nella surrealtà, è coerente e lungimirante.
Il nome del personaggio di Mike Myers che rende omaggio a Edwige Fenech è per me una chicca scompiscevole.
La battuta finale, poi, è una perla di autoironia celebrativa.

6 commenti

  1. drmabuse / 12 marzo 2012

    se bastasse dare ai personaggi nomi di attori dei film di Pierino per far scompisciare il pubblico, si avrebbe trovato il vello d’oro. e del resto, se non bastasse, alza la media “una gran bella fotografia”… che è la prima del Tarantino regista, per inciso, ed è scialba come il resto del film… per carità: De gustibus non est disputandum.
    In ogni caso esistono dei criteri oggettivi; tra questi la recitazione, la fotografia, la trama (o sceneggiatura, che non è affatto surreale ma piuttosto è una ucronia sciatta e cartoonesca).
    Questa sorta di miracolo estetico, asciutto, perfetto, manierato (?????????? che sarebbe un modo garbato di dire che ogni singola sequenza del film è ricopiata pari passo dai soliti film che si frullò in testa il giovane commesso di videoteca Q.T.?) sembra una puntata poco riuscita dei looney tunes e i fun di T. non possono fare altro che rimpiangere quei piccoli capolavori incentrati su personaggi e sceneggiatura che il regista del Tennessee era in grado di girare prima che certi critici gli inculcassero in testa di avere a che fare con un grande esteta.

  2. Stefania / 13 marzo 2012

    @drmabuse: evidentemente, apprezziamo cose diverse.

  3. moni89 / 1 giugno 2013

    D’accordissimo con te su tutto, compreso il fatto di guardarlo in lingua originale, la sequenza in italiano nella versione doppiata perde moltissimo e non ha praticamente senso.

    • Stefania / 1 giugno 2013

      Nella versione originale, potrei rivedere quella scena (quasi) all’infinito e divertirmi sempre 😉
      Ma adesso vorei szentire proprio la muszika delle parole!

  4. Dr.Mabuse / 1 giugno 2013

    @stefania, io ti voglio bene, in un certo senso, ma le tredici statuine… come le giustifichi?

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