Recensione su Bastardi senza gloria

/ 20098.11416 voti

19 Marzo 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Seconda guerra mondiale:un gruppo di soldati americani viene inviato in Francia per far piazza pulita di tutti i nazisti che avranno la sfortuna di incrociarne il cammino,per far ciò non esiteranno a usare metodi a dir poco cruenti e dopo varie peripezie riusciranno grazie ad un piano ingegnoso e al sacrificio di alcuni di loro a porre fine al conflitto mondiale in corso.Ottimo film antinazista e war movie disatteso almeno per il sottoscritto che si aspettava azioni belliche a volontà,poco male, perchè è alquanto liberatorio vedere i “bastardi” prendere a mazzate e scalpare dei fottuti nazisti,val la pena quindi applaudire il talento registico di un autore che non sbaglia un film e ha sempre qualcosa di interessante da dire e mostrare,si avrebbe voglia di vederne un’oretta in più tanto è godibile e emozionante,è innegabile che il tocco sublime di Quentin si veda in tutte le sequenze ,il suo amore per il cinema è tangibile ed è trascinante per lo spettatore che si emoziona a colpi di ralenty,fiotti di sangue e dialoghi infiniti ma mai noiosi che fanno da corollario a sequenze di una perfezione assoluta, guardando questa pellicola viene in mente che anche il grande Sergio Leone aveva lo stesso gusto per l’epica delle grandi storie, l’ironia poi è come al solito feroce e dosata sapientemente,sceneggiatura pefetta (come da copione quando si a che fare con un film del grande regista americano ) personaggi riuscitissimi con menzione speciale per il cacciatore di ebrei interpretato da Christoph Waltz ( decisamente degno di un oscar ) e per la deliziosa e bravissima Mèlanie Laurent che alla fine forse è la vera protagonista di un film che come auspicava il suo autore è certamente degno di stare nella videoteca personale di ognuno accanto a pellicole del calibro di Scarface,Quei Bravi Ragazzi e Pulp Fiction,emblematica la scelta di ambientare la bellisssima parte finale in una sala cinematrografica,forse così il regista ci suggerice che il cinema è l’ultima ancora di salvezza possibile in un mondo senza Dio dove la violenza non risparmia niente e nessuno.

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