Recensione su Bastardi senza gloria

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25 aprile 2015

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un film che ha il suo punto di forza nelle interpretazioni, quasi tutte ottime, a partire dallo strepitoso Christoph Waltz. Per gustarlo interamente andrebbe però visto nella versione originale, in cui i personaggi parlano per lo più nella propria lingua; la versione italiana è più appiattita (si perde il francese, per esempio), e il dialogo tra Pitt e gli altri due Bastardi e Waltz nel cinema risulta del tutto falsato.
Meno convincente è la trama. I due piani per uccidere i pezzi grossi nazisti – quello di Shoshanna da un lato e dei Bastardi dall’altro – non si incontrano mai; alla fine l’uccisione a colpi di mitragliatrice di Hitler e Goebbels risulta del tutto inutile, visto che i due sarebbero comunque morti bruciati, o viceversa è quasi inutile il sacrifico di Shoshanna, visto che il bersaglio più importante sarebbe stato comunque eliminato dai Bastardi. Un altro punto debole, che hanno notato in molti, è l’assurdità dell’assenza di misure di sicurezza nel cinema in cui si è riunita l’élite nazista, in piena Francia occupata; d’accordo, il film non si può dire certo realista, ma non è nemmeno una comica gratuita.
La tipica violenza tarantiniana sembra stavolta leggermente fuori fuoco: per esempio, l’uccisione a mazzate del sergente nazista che non vuole svelare la posizione dei propri compagni rischia di farci apparire per un attimo i cattivi più simpatici dei buoni. Il finale, come anche in Django Unchained, risulta un po’ tirato via, e lascia insoddisfatti.

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