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Recensione su Barton Fink - È successo a Hollywood

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Osservazioni in ordine sparso / 13 novembre 2011 in Barton Fink - È successo a Hollywood

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ci sono un po’ di “volute” incongruenze nel finale:
1. chi ha ammazzato la donna?
2. La polizia interroga Barton Fink, sa che lui e Charlie Meadows si conoscono, c’è un’incendio nell’albergo e nonostante due poliziotti vengano ammazzati nessuno va a cercare Barton;

La fine del film è solo l’inizio della formulazione di una serie di ipotesi che possano colmare i “buchi narrativi” della storia.
Il regista nel corso del film fornnisce qualche avvisaglia e del fatto che è necessario non fermarsi alle apparenze, che bisogna tenere acceso il cervello (penso all’ascensorista, che non ha mai letto la bibbia, al custode dell’albergo che esce da una botola, ai tubi dell’acqua dell’albergo).
Una delle ipotesi che ho letto e mi pare più interessante sostiene che l’albergo sia l’inferno (con cui Hollywood è in combutta), Charlie Meadows sia il diavolo e forse Barton Fink dio (più volte bf nel film dice “io creo”).
La meta inarrivabile, il paradiso è nel quadretto della stanza d’albergo di Barton.
Barton fa amicizia con il vicino di camera, in apparenza una persona semplice (proprio quel tipo di persona di cui lui vuole parlare e di cui vuole affrontare le problematiche nelle sue opere ) e cordiale e grazie a lui riesce a scrivere il suo miglior lavoro; poi si scopre che è un pericoloso serial Killer che ucciderà due poliziotti che lo stavano cercando (due angeli) gridando “Guardatemi. Vi mostrerò la vita della mente”.
Il lavoro di Barton Fink viene rifiutato da Holliwood: troppo bello e sincero per essere apprezzato da tutti per cui lo ritroviamo nella scena finale, in una specie di paradiso (il quadretto della stanza d’albergo).
il nome reale di Charlie Meadows nel film è Karl Mundt politico americano che dalla fine degli anni quaranta tagliò i finanziamenti alle personalità dello spettacolo con simpatie socialiste, Mundt nel film uccide un poliziotto pronunciando il saluto nazista “Heil Hitler!”.

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