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Recensione su Barton Fink - È successo a Hollywood

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3 giugno 2015

Barton Fink è un film cazzutissimo, ambiguo come pochi, dotato di un umorismo sottile e di un finale esplosivo: solo alla fine lo spettatore tira le somme e capisce in quale guaio si è trovato il protagonista, quali egli abbia evitato e in quali guai si sarebbe potuto trovare. Ambientato negli Stati Uniti dei primi anni ’40, Barton Fink è un’opera che oscilla fra il dramma e la commedia passando a toni e atmosfere più “dark” nel finale. I personaggi cardine dell’opera sono John Turturrro ed il mitico John Goodman, pur essendo Turturro il protagonistaindiscusso dell’opera è Goodman che traina il carro verso un finale destabilizzante.

Barton Fink (interpretato da John Turturro) è un commediografo newyorkese di origine ebraica, ha successo, si afferma sul panorama artistico della Grande Mela attraverso una pièce teatrale sulla gente comune. Quello che cerca di ritrarre nelle sue opere è la quotidianità della persone comuni, dei commessi viaggiatori, dei membri della società medio-bassa americana. Il punto è che Barton viene chiamato ad Hollywood per realizzare una sceneggiatura di un film sul wrestling. Non ha mai toccato la materia cinematografica e non ha mai avuto interesse verso i b-movies, oltretutto nelle fasi iniziali lo vediamo restio solo poi si convince, infischiandosene del successo raggiunto fra pubblico e critica (forse perché pensa ai soldi che potrebbe guadagnare lavorando con la major.. soldi che potrebbero essere investiti nuovamente per una nuova opera relativa i ceti bassi della società).
Giunto ad Hollywood non riesce a portare a termine il suo lavoro, arriva a credere di aver esaurito il suo estro, trovando piacere solo nell’amicizia con il buon (?) Charlie Meadows agente assicurativo sovrappeso interpretato da J. Goodman.

Barton lo incontra all’hotel Earle dove i due hanno camere separate, camere buie, camere polverose, camere lercie. Barton vive in un tugurio, l’ambiente rappresenta il momento di vita che sta vivendo. Cosa nasconde il buon Goodman ? Cosa è successo al buon Barton ? Barton Fink è un’opera a mio avviso poderosa, con un duello finale strepitoso dove i ruoli si ribaltano e l’albergo si trasforma in un mondo surreale. Stiamo passeggiando attraverso il corridoio della paura e le speranze le abbiamo lasciate al piano terra, da Steve Buscemi per l’esattezza.

DonMax

1 commento

  1. paolodelventosoest / 3 giugno 2015

    Ah it’s Barton time allora 😀 Concordo abbomba su Goodman.

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