Recensione su Barbarossa

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Braveheart in salsa leghista / 22 Aprile 2017 in Barbarossa

Martinelli tira fuori un lungo e a tratti bello noiosetto polpettone di due ore infarcendolo di errori e incongruenze storiche, scene e dialoghi copiate di pari passo a “Braveheart”, “Il Gladiatore”, “Troy”, “300”, “King Arthur” e “Il nome della rosa”, dalla fotografia e regia tutto sommato ottime(molto curate ed eleganti entrambi ) e dalle suggestive ambientazioni ma pomposo e fastidiosamente pieno di retorica.
Raz Degan nel suo misero tentativo di voler imitare il Mel Gibson di “Braveheart” con il suo continuo gridare ai quattro venti “Libertà!” è a dir poco ridicolo, così come ho trovato irritante Kasia Smutniak, divenuta famosa solo per essere la moglie del povero Pietro Taricone(le sue qualità attoriali sono di livello parecchio basso per quanto mi riguarda). Di contro ho apprezzato invece il Barbarossa riflessivo e coraggioso di Rutger Hauer.
Un’ occasione mancata per il nostro cinema che poteva sfruttare meglio quest’occasione per creare qualcosa di nuovo nel nostro scarno panorama nazionale, invece è stato tirato fuori un Braveheart in salsa leghista(sai a Salvini come gli sarà venuto duro dopo la visione).

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