Ballata dell'odio e dell'amore

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Ballata dell'odio e dell'amore

Nella spagna franchista, Javier lavora in un circo, dove è conosciuto con lo pseudonimo di Pagliaccio Triste. L'amore per un'acrobata, però, e le violenze del regime, reo di avergli ammazzato il padre, lo condurranno a lasciare dietro di sé una lunghissima scia di sangue.
Anonimo ha scritto questa trama

Titolo Originale: Balada triste de trompeta
Attori principali: Santiago SeguraAntonio de la TorreRaúl ArévaloFran PereaCarolina BangCarlos Areces, Manuel Tallafé, Alejandro Tejerías, Manuel Tejada, Enrique Villén, Gracia Olayo, Sancho Gracia, Paco Sagárzazu, Terele Pávez
Regia: Álex de la Iglesia
Sceneggiatura/Autore: Álex de la Iglesia
Colonna sonora: Roque Baños
Fotografia: Kiko de la Rica
Costumi: Paco Delgado
Produttore: Gerardo Herrero, Adrian Politowski, Franck Ribière, Vérane Frédiani, Gilles Waterkeyn
Produzione: Spagna, Francia
Genere: Drammatico
Durata: 101 minuti

Cult / 29 Gennaio 2016 in Ballata dell'odio e dell'amore

Alex de la Iglesia si conferma un regista folle e dalla fervida immaginazione, confezionando un film destinato a diventare un cult di nicchia. Violenza e sangue non mancano, dialoghi e situazioni surreali neppure. A differenza di “Le streghe son tornate” il film regge benissimo per tutta la sua durata, concludendo in crescita grazie ad un finale visivamente splendido. Ottime tutte le interpretazioni ma spicca in particolare modo la musa (e moglie) di Iglesia, la splendida e sexy Carolina Bang.

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Tristezza. / 4 Gennaio 2015 in Ballata dell'odio e dell'amore

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Alex de la Iglesia sforna un altro capolavoro, dopo aver visto il bellissimo “Las brujas de Zagarramurdi”.
La bellezza del film sta nel mescolare vari generi (si passa dalla commedia, al drammatico, al grottesco, al noir…) senza però creare confusione.
La Spagna qui identifica un paese che ha distrutto il pagliaccio triste, che lo ha fatto innamorare e lo ha fatto impazzire, come spiega il proprietario del circo a un certo punto <>. E’ più facile, quindi, per un individuo inizialmente buono (pagliaccio triste) diventare cattivo e avvicinarsi alla violenza, piuttosto che per un individuo cattivo cambiare e diventare buono (pagliaccio divertente). Comunque è un film amarissimo, con un finale che non salva e rinuncia a nessuno dei personaggi. Tutti i personaggi alla fine hanno fatto del male a loro stessi e agli altri. Scena finale stupenda.

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26 Marzo 2013 in Ballata dell'odio e dell'amore

Avevo cinque anni e, durante uno spettacolo al circo, udii imprecare un pagliaccio: ricordo ancora chiaramente la scena e so per certo che fu allora che compresi che i clown sono solo uomini dal viso impiastricciato, così – da allora- ne ebbi timore: il fatto di sublimare gli istinti violenti dietro una maschera che disegna tratti fintamente sorridenti mi mette i brividi.

Paradossalmente (stupendomene), qui, ho apprezzato proprio le immagini fortissime e l’estetica iconica del film (a modo suo, mi ha rammentato certi manga, come One Piece di Eiichiro Oda, per esempio) e la valenza simbolica che, sono portata a credere, De la Iglesia ha attribuito loro.
Ho amato meno le pretese metaforiche delle stesse: è un mio limite, ma i richiami alla storia spagnola mi sono parsi troppo a latere per poter caratterizzare davvero la vicenda, poiché -a parer mio- la violenza che sottende gli atti dei protagonisti nasce e cresce a prescindere dagli sviluppi sociali del Paese e (a torto, probabilmente) non ho inteso appaiare più di tanto le due cose.

Nota personale: sonoro da dimenticare, mi pareva di assistere ad una fiction di Rete4 -che ne so- su Garibaldi.

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E’ questo paese che non ha speranze / 25 Marzo 2013 in Ballata dell'odio e dell'amore

Già con La comunidad De Iglesia aveva dimostrato di possedere una vena di ironia cupa e mordace ma con questo film tira fuori tutto il cinismo che ha in corpo. Mescolando passato e presente, nutrendosi dei mali della storia e infierendo con sarcasmno su generali e dittatori, riesce a non essere banale, a non ridurre il tutto ad un polpettone trash rodrigueziano, ma conserva uno stile personale e ricorre a metafore taglienti ma funzionali ai suoi scopi.
Non è un caso che il protaginista sia un pagliaccio triste, angariato dal suo compagno di lavoro, umiliato e deriso. La sua trasformazione (anche fisica) non è solo una parabola di vendetta, è un aggrovigliarsi di situazioni orride e spietate. La sua purezza svanisce (o forse non c’è mai stata davvero) fino a che di lui resterà solo lo scarnificato paradosso di un pagliaccio…un pò come lo spirito del paese che De Iglesia vuole ritrarre.

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17 Dicembre 2012 in Ballata dell'odio e dell'amore

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Cazzo! Questo ora ve lo spoilererei tutto, ma in realtà, se riuscite a sopportare la violenza quando scoppia, è solo da vedere. Uscito in Italia sottovocissima, come fai a non amare un film quando quasi subito c’è una scena con un clown con la barba, dei vestiti da donna rosa e una parrucca bionda, ma non solo, questo clown con un machete che corre incontro e attraverso un reggimento di fascisti franchisti, uccidendone a dozzine? Come fai?
Niente, rinunci.
Siamo all’inizio della Spagna franchista, il clown di cui sopra ha un figlio, a cui assegna un destino: diventare un clown triste, e la vendetta. Javier cresce e diventa un grasso e sfigato clown triste in un circo. Qui deve fare coppia in scena con il suo opposto, il clown allegro, autentico boss della banda del circo. Quella topa di Natalia, acrobata nel circo, ha un rapporto di amore masochistico con l’allegro. Ma finisce per farla annusare anche a Javier. Lui vuole salvarla dalla violenza di allegro. E allora da sfigato si vendica, e lo sfigura a colpi di tromba. Scappa nudo nel bosco. Viene ritrovato da un colonnello franchista a cui da piccolo aveva fatto perdere un occhio. Ma mentre aspetta di essere giustiziato fa in tempo dapprima a mordere la mano a Franco in persona. E poi si sfigura a sua volta, con l’acido e con un ferro da stiro in faccia. E armato di mitra giustizia il colonnello che gli aveva catturato il padre, e va a cercare il suo amore Natalia e il sempre vivo e sfigurato clown allegro. Vabbè, basta, la violenza è il collante di questa società disperata, che cerca di svagarsi tra le gag di un circo. Ma tutti i personaggi ne sono letteralmente malati, da Javier, che deve vendicarsi delle umiliazioni e della morte del padre, all’allegro, che ce l’ha connaturata eppure a far divertire i bambini è il più bravo, a Natalia, che sta con l’allegro nonostante lui la riempia di botte, ma si vede che a lei piace. In una situazione del genere nessuno può vincere, e i clown diventano delle specie di supereroi malvagi pronti a tutto per ottenere la loro vendetta.
Adesso mi piacciono pure i film spagnoli *_*
Ah un’ultima cosa. Non so quanto sul serio, ma l’attrice si chiama Carolina Bang XD

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