Recensione su Bad teacher: una cattiva maestra

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19 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Cameron Diaz, che è sempre scopabilissima nonostante immagino che cominci ad avere una certa età, che torna alla commedia cattiva. Elizabeth è una insegnante (non si sa bene come possa esserlo diventata) interessata solo a trovare un ricco pollo da sposare e spennare. Abbandonata quasi all’altare da un pollo, è costretta a tornare in una scuola di provincia, tra prof melensi e stucchevolmente perbenisti e gentili e i soliti alunni urlanti. Lei non insegna niente, odia tutti e in classe fa vedere soltanto film, mentre cerca disperatamente i soldi per rifarsi le tette e per conquistare un idiota prof supplente di matematica e ricco di famiglia (ahimè Justin Timberlake, faccio sempre un po’ fatica quando c’è Justin Timberlake, uh, che bello se venisse schiacciato da un juke-box, Justin Timberlake). Comunque, con inganni e bastardate di ogni tipo riesce a vincere il concorso per la miglior classe e a quasi avere il suo professorino, quando alla fine opta per l’amore vero col prof di ginnastica, che in tutto l’ambaradan era l’unica persona normale. Il film ci sta dentro per la critica all’ambiente scolastico, tutto oro in superficie e invidie e odi e pulsioni sessuali represse nel sottosuolo, non ci sta dentro per le gag sconclusionate tipo le scoregge al cesso, che le faceva Pierino 40 anni fa, le classiche idiozie che piacciono tanto agli americani, e la protagonista vien voglia di (oltre che stuprarla) anche picchiarla per quanto è stronza e alla fine se la cava pure col lieto fine. Oh, ciò detto c’è di infinitamente peggio, sia chiaro.

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