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Recensione su Un padre, una figlia

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Peccato, peccato, peccato / 30 gennaio 2017 in Un padre, una figlia

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ma che peccato.
Perché? Perché avrebbe potuto essere un film da 8, invece…si perde.
Per tutto il film vediamo Romeo, un padre sulla cinquantina, che sogna e si (s)batte affinché l’unica figlia che ha possa avere una vita migliore, sostenendola in tutto e per tutto affinché superi brillantemente gli esami di maturità, al termine dei quali la ragazza potrà usufruire di una borsa di studio in Inghilterra e lasciare finalmente un paese senza futuro.
Ma quando una mattina, prima di entrare a scuola, la ragazza viene aggredita da un uomo che tenta di stuprarla, tutto cambia.
E sulle spalle di Romeo cade tutto il peso di una vita insoddisfacente e si, triste.
Il matrimonio ormai finito con una moglie con la quale vive come fossero coinquilini, una ben più giovane amante con un figlio lievemente problematico che ad un certo punto inizia a reclamare un maggior peso e ruolo nella sua vita, una madre anziana e sola alla quale pensare, ma soprattutto l’esito degli esami di maturità di sua figlia, che a causa del trauma subìto, è “in forse”.
Romeo è ostinato, sua figlia deve partire. Deve partire e basta. Anche se, dopo l’accaduto, la ragazza inizia ad avere dei dubbi sulla partenza, complice anche la relazione con un ragazzo che non gode certo della simpatia del suocero.
Si assiste quindi al cedimento di un uomo ancor pieno, nonostante tutto, di sani valori e sogni, al “io faccio un favore a te e tu ne fai uno a me”, cadendo in una spirale di do ut des non proprio nelle regole, perché sua figlia deve a tutti i costi andar via, cambiare la propria vita, conoscere il mondo, realizzare i sogni che lui stesso ha riversato su di lei.
Ma finisce col mettersi in un pasticcio, dal quale sarà proprio la figlia a tirarlo fuori.
Tutto scorre, in due ore di film nel quale al finale si dedicano pochi minuti. Un finale incerto, oltretutto.
Insomma, pare non si arrivi al sodo.

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