Recensione su Babysitting - Una notte che spacca

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8 Aprile 2015

Non ho una gran passione per le commedie demenziali: troppo spesso sono roba orrenda incapace di distinguere tra volgarità e battuta.
In famiglia condividiamo l’idea, tanto che mia sorella sostiene che questo filmino francese da noi è passato in sordina perchè farebbe capire al pubblico cos’è un film scemo con un po’ di tette e culi, con buoni sentimenti faciloni e che fa ridere davvero.
La trama si scrive da sola: Franck ha la passione dei fumetti e il sogno di diventare un fumettista, ma nella casa editrice ‘giusta’ è riuscito ad arrivare solo alla reception (nel senso che lavora lì). All’alba del trentesimo compleanno decide di provarci, ma invece della grande occasione finisce incastrato come babysitter per Rémy, figlio di dieci anni del capo, proprio la sera del suo compleanno.
Non solo il bambino è terribile, ma gli amici di Franck decidono di fargli una sorpresa e portargli la festa sul ‘luogo di lavoro’.

Una cosa già vista, direte voi. E diverse volte.
Eppure questa commediola riesce ad avere fascino e a far ridere, con gag che vanno dall’azzeccato al geniale – i go kart, l’inseguimento – e il modo in cui i protagonisti, pur in assoluta buona fede, riescano a mettersi in situazioni sempre più al limite del surreale, tra il piccolo Rémy che scappa e la festa sempre più fuori controllo, e quei momenti in cui stai quasi male per il povero Franck.
Il film, girato per metà come film amatoriale, può contare – oltre che su una sceneggiatura precisa che non cerca di strafare – su un cast eccezionale: non essendo appassionata di cinema francese non conosco gli attori, ma sono perfetti. Tutti credibili nei panni di gente normale alle prese con eventi completamente assurdi, e la mimica facciale di Philippe Lacheau è un qualcosa di meraviglioso. Notevole anche Enzo Tomasini, che riesce ad essere sia irritante da morire che adorabile a livelli mostruosi, e i due poliziotti… quelli sono caratteristi: creare due personaggi che non fanno altri che stare in piedi dietro un divano eppure te li ricordi.
Oh, e le scene migliori non sono nel trailer.

Davvero un film carino, che fa ridere e non ti fa alzare gli occhi al cielo quando i Buoni Sentimenti entrano in gioco. Una visione la vale.
Vale anche tentare una seconda.

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