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Recensione su Baby Driver - Il genio della fuga

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Musical sui generis / 11 settembre 2017 in Baby Driver - Il genio della fuga

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

(Sette stelline e mezza)

Film d’azione divertente e originale, in puro stile Wright, insomma.
Inseguimenti automobilistici spettacolari accompagnati da una colonna sonora quantomai pervasiva, capace di dettare il ritmo delle azioni come se si trattasse di un musical. Quello appena passato è stato l’anno di La La Land, che ha riportato in auge il genere. Wright lo ha riletto in maniera ancora più pop di Chazelle e ci ha preso in pieno.
Non vi è mai capitato di immaginare la vostra vita accompagnata proprio dalla canzone che state ascoltando in quel preciso momento? A me sì e, da oggi, grazie a Baby Driver, mi sento meno sola, nel praticare saltuariamente questo innocuo gioco musical-geek.

Il film fila come una scheggia e, se proprio devo trovargli un difetto, confesso che non mi è piaciuto granché proprio il suo protagonista: troppo giovane e non solo per via dell’età del suo interprete (Ansel Elgort, classe ’94), che, anzi, potrebbe essere un valore aggiunto se avesse una specie di -pardon- utilità.
Benché, a dispetto della sua giovinezza, la sua vita sia stata segnata da eventi terribili, narrativamente parlando Baby è un ragazzino incolore, con scarsa identità. Non è un tizio (davvero) taciturno come Ryan Gosling in Drive o Ryan O’Neal in The Driver, giusto per citare due personaggi sulla carta molto simili a questo, a partire dalla professione.
Insomma, a eccezione dell’amore per Debora, a cui si abbandona senza scrupoli di sorta, il suo non è uno status quo che cambia, perché non c’è niente da cambiare. Baby non si evolve, il ragazzo è solo coinvolto in una serie di eventi sopra le righe (rapine, sparatorie, carcere), ma lui non cambia di una virgola. Buono era e buono rimane fino alla fine, senza mai mostrare ombre di sorta rispetto al quadro iniziale.
Intorno a lui, invece, tutti mostrano dei mutamenti, sia positivi che negativi: Doc (Spacey) rivela di avere un cuore d’oro; Pazzo (Foxx) diventa sempre più pazzo; Buddy (Hamm) “esplode”; ecc.
Ecco, mi è parsa una (calcolata?) ingenuità che mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca.

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