Recensione su Baby Driver - Il genio della fuga

/ 20177.1181 voti

Il voto sarebbe un 7.5 / 19 Settembre 2017 in Baby Driver - Il genio della fuga

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Bel film con un sapiente mix di musica, azione e storia d’amore.
Già dal prologo si capisce che Baby (l’ottimo Ansel Elgort visto nel romantico “Colpa delle stelle” oltre che nella serie di Divergent) non è un “normale” pilota di fughe per rapine; mentre aspetta che i complici effettuino il colpo, ascolta musica con l’ipod quasi ballando in auto. Ma appena i ladri escono dalla banca, lui si dimostra un perfetto autista per le fughe.
Dopo un incidente stradale avuto da piccolo che ha portato alla morte dei suoi genitori, Baby ha un fastidioso fischio alle orecchie che copre con la musica. Purtroppo qualche guaio giovanile lo porta nelle grinfie di un boss criminale, Doc, che vista la sua abilità alla guida lo “assume” come autista per le fughe.
Tutto cambia quando Baby si innamora di Deborah (Lily James), una cameriera di un locale, e sogna insieme a lei un futuro migliore.
Il film segue quasi il ritmo di una macchina in fuga; si accelera spesso con l’azione, per poi rallentare (qualche volta un pò troppo) con scene più tranquille di vita quotidiana come quelle con Baby e Deborah oppure Baby e il padre adottivo, Joseph. Alcuni momenti divertenti con Baby che ascolta (o legge sulle labbra) ogni parola anche se sembra assorto nella musica, oppure la scena della scelta sbagliata della maschere (Michael Myers e Mike Myers, persone leggermente differenti); altri momenti più violenti e drammatici con una seconda parte a tutto gas.
Doveroso sottolineare la splendida colonna sonora.
Nel resto del cast da citare Jamie Foxx nei panni del Pazzo, Jon Hamm in quelli di Baddy e l’affascinante Eiza Gonzalez in quelli di Darling. C’è anche Flea, il bassista dei Red Hot Chili Peppers, un componente delle bande delle rapine.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext