?>Recensione | Baby Doll – La bambola viva | Dixie Lolita

Recensione su Baby Doll – La bambola viva

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Dixie Lolita / 18 maggio 2015 in Baby Doll – La bambola viva

Incantevole ambientazione dixie per questa black comedy di Kazan tratta dalla penna amara di Tennessee Williams, una sorta di prototipo lolitesco. Una carica erotica che non sfuggì ovviamente alla stolidissima Legion of Decency, tratteggiata invece con garbo e stupefacente delicatezza dal regista in sequenze memorabili come il lungo dialogo di seduzione tra i campi e la “casa stregata”. Si può percepire nella recitazione il famoso “metodo Stanislavskij”, mutuato dall’Actor’s Studio, per cui gli attori si immedesimano nel personaggio dopo un complesso lavoro di psicotecnica; Karl Malden straripante, un esordio perfetto per Eli Wallach aspro ma romantico ‘wop’ (termine dispregiativo per definire gli italiani in USA; il personaggio di Silva Vacarro nell’edizione italiana diventa sivigliano); magnifica la ninfa bionda Caroll Baker con le sue risate argentine e i suoi singhiozzi, ma il personaggio che buca lo schermo rimane quello della stralunata aunt Rose – interpretata da un’adorabile Mildred Dunnock – che serve gli spinaci crudi perchè ha dimenticato di accendere i fuochi e va a trovare i degenti all’ospedale solo per mangiare i loro cioccolatini.
Fotografia semplicemente da urlo di Boris Kaufman.

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