Recensione su American Life

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22 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Iniziam col dire che è un film americano a cui in Italia è stato tolto il titolo in inglese. Per sostituirlo con… un altro titolo in inglese! Ma sei idiota allora!
Non me lo ricordo per niente, l’ho visto quasi due mesi fa, per cui ne dirò del tutto n’importe quoi, e me ne vanto.
Mendes è il regista di American Beauty e direi che fin qui ci siamo.
Ma qua siamo in un cinema molto meno appariscente, una storia che segue una coppia di giovani alla ricerca di un luogo dove fermarsi a vivere quando la figlia, che è nel pancione, nascerà.
Loro sono Burt e Verona, non sposati, innamorati, liberi, vagamente hippie e felici insieme, ma che non sanno dove ancorare. Lui la sposerebbe anche, ma lei non vuole, e lei ha un naso davvero one, e una sorella proprio figa. Il loro è un collage di vari viaggi su e giù per l’America, a trovare amici e parenti vicini e lontani per vedere se potrebbe essere una buona idea stabilirsi qui o lì. Il che è anche un’occasione per mettere a confronto stili, modelli di vita differenti. Rispetto a cui il loro sembra sempre prevalere, nonostante le altre coppie a cui vien fatta visita sembrino tutte traiettorie possibili. Insomma è una questione di scelte, da compiere, e di opportunità, da crearsi prima che da cogliere (belin che bella frase – bravo!). La nuova casa sarà slegata da tutto e da tutti i vincoli precedenti. Perché la coppia, la loro, almeno in questo caso e per tutto il film, è sufficiente a se stessa nel gettare le basi per il nuovo, ennesimo inizio.

5 commenti

  1. paolodelventosoest / 23 settembre 2016

    Ah ah questa dei titoli inglesi reinventati è davvero incredibile 🙂 Bel film, quanto mi piace Maya Rudolph!

  2. emiliailim3 / 23 settembre 2016

    Credo che il titolo sia stato dato per richiamare l’altro film di Mendes, American Beauty!
    Per quanto possa sembrare strano, io ho sempre trovato molto azzeccato il titolo italiano, perché richiama, per lo meno nel nostro immaginario italiano, il modo di vivere degli americani, poi illustrato nel film: svincolati da famiglia e luogo di origine errano per il loro immenso paese alla ricerca dell’alternativa migliore.

    • paolodelventosoest / 23 settembre 2016

      Ah non potrei essere più (serenamente) in disaccordo 🙂
      Intanto, la reinvenzione di un titolo, se non è traduzione, è ridicola a priori. E poi, il “modo di vivere americano” è al centro di qualche milione di pellicole, titolare così denota un bel po’ di approssimazione… Sarebbe come dire che siccome ci sono omicidi in Profondo Rosso qualcuno potrebbe titolarlo “Ammazzamenti vari”

      • emiliailim3 / 23 settembre 2016

        Non ci avevo pensato! Effettivamente è un po’ generico 🙂
        Sulla reinvenzione dei sono d’accordo, anche se lo preferisco all’aggiunta di un sottotitolo. Se l’avessero chiamato: Away We Go – Cerchiamo casa, ecco… meglio American Life. Vita dura quella dell’adattatore di titoli.

        • tragicomix / 25 settembre 2016

          Mi avete fatto tornare in mente questo film che avevo totalmente rimosso 😀 ma ci sarà qualcuno che di mestiere proprio solo adatta i titoli? Perché se prima o poi lo scoprono probabilmente viene picchiato O_O

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