Recensione su Avengers: Endgame

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Il sentimento della perdita / 21 Settembre 2019 in Avengers: Endgame

L’ultimo atto della saga degli Avengers, dopo The Avengers, Age of Ultron e Infinity War, è anche il primo e unico ad avere un certo interesse umano, soffuso com’è di un senso di rimpianto e di perdita, declinato in molti modi per molti personaggi, che per una volta fa quasi ammutolire le spacconate infantili dei suoi supereroi. Certo, il confronto con una serie TV come The Leftovers, che parte da un presupposto quasi identico (la scomparsa improvvisa di gran parte dell’umanità) è abbastanza impietoso: The Leftovers è un piccolo capolavoro, mentre qui siamo a un’espessione elementare di sentimenti (ma va aggiunto, per equità, che la serie TV aveva a disposizione più tempo per elaborare il suo tema).
Il film riesce a limitare le complicazioni e le assurdità del viaggio nel tempo che ne costituisce uno dei perni centrali, anche se ha bisogno della benevola disattenzione dello spettatore. Dopo due ore assume un aspetto più epico, ma ancora abbastanza gradevole; le tre ore di durata complessiva non pesano troppo, alla fine. Le morti di due dei protagonisti più illustri e l’uscita di scena di un terzo (per raggiunti limiti di età…) mi hanno lasciato abbastanza freddino, ma come forse si sarà intuito non sono esattamente un fan del Marvel Cinematic Universe.

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