Recensione su Avengers: Endgame

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”All’s well that ends well” / 3 Maggio 2019 in Avengers: Endgame

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Una volta compreso ( o accettato ) che quello dei fratelli Russo è un universo di supereroi puramente cinematografico, e quindi scollegato dalla sua controparte cartacea ( decisamente migliore ), si può passare ad analizzarlo senza preclusione alcuna.
Rispetto al caotico e poco accattivante’’ Infinity War’’, questo ‘’Endgame’’, seppur caratterizzato da un’ouverture desolante, volta a raccogliere l’eredità degli insuccessi e delle tragedie del primo lembo di storia, riesce a catturare l’attenzione dello spettatore con numerosi artifici ed espedienti, fra i quali i viaggi nel tempo, con le dovute menzioni a ‘’Ritorno al Futuro’’, o le divertenti gag che smorzano a intervalli più o meno lunghi, i tratti cupi dell’opera. Come non annoverare fra essi la mutazione di Thor da dio del Tuono a ‘’Drugo’’ ( The Dude ) del ‘’Grande Lebowski’’ ( fin troppo plateale il riferimento al capolavoro dei ‘’Coen’’ ).
Stratagemmi che preparano il terreno per quello che poi sarà il canto del cigno del suo volto più noto, ossia l’Iron Man di Robert Downey Jr., confezionato più a misura di quest’ultimo, che alla sua controparte nei fumetti. D’altronde, vi è un mare di personaggi ( qui presenti ) che nelle loro traslazioni cinematografiche hanno ricoperto ruoli ben più importanti; ma come specificato all’inizio, ahimè, questa è un’altra storia!.
Una pellicola, dunque, che riesce a intrattenere senza alcuna fatica, improntata ovviamente a sorprendere e a emozionare.
Il reparto sonoro funge da supporto all’azione, che non manca, ma che non risalta per le sue insite qualità, amalgamandosi in modo omogeneo alla storia.
In definitiva un buon finale per una saga che ha il merito di aver riproposto in chiave moderna quegli eroi che il caro Stan Lee amava tanto.

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