Recensione su Aurora

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“Don’t be afraid of me!” / 28 Settembre 2012 in Aurora

Quando senti dire in giro la parola “espressionismo” non pensare a inaccessibili filoni della cultura cinematografica, per la quale è necessario lo studio matto e disperatissimo, il papillon, l’occhialino tondo e l’alzata di sopracciglio. L’espressione di un viso è quanto di più naturale esista al mondo; il cinema di Murnau, certo più figlio del teatro di quanto lo siano registi moderni, ricerca ossessivamente l’impatto di occhi e volto dell’attore sul pubblico, l’estetica di un sorriso etereo femminile o l’aria minacciosa di uno sguardo belluino da invasato. Dalla naturalezza dell’espressione viene creato dunque l’ artificio dell’ismo; da questa esasperazione artistica Murnau trae la “creta” per modellare un capolavoro come Sunrise – A song of two humans, dove gli occhi sono protagonisti.
L’ambientazione coglie l’annosa dicotomia tra il bucolico, onesto e naturale humus della campagna, ed il cupo, corrotto e caotico spirito della città; il soggetto di Aurora è semplice e antico come la storia del giardino dell’Eden, dove al posto del serpente troviamo la donna ammaliatrice e perversa (stupenda Margaret Livingston, che danza un sabba vertiginoso ed erotico al chiaro di luna, e in un’altra scena scopre perfino spalla e schiena… nel 1927!!!).
La vicenda però non è così lineare come potrebbe sembrare; il titolo infatti punta chiaramente al trionfale disciogliersi delle tenebre, l’aurora redentrice e luminosa, ma per giungere all’ approdo di un rassicurante happy ending lo spettatore deve essere provato dalla corda tesa della tragedia. I due “umani” della storia, marito e moglie, non passano per una semplice “crisetta”, diciamo così (e non dico altro per risparmiarvi spoiler). Il percorso di riunificazione di due anime – per quanto sintetizzato ‘artisticamente’ nell’ arco di tempo di un giorno e una notte – deve risanare un momento di gelida follia, e non sarà facile…
C’è spazio anche per l’ilarità che suscita la goffaggine campagnola della coppia immersa nel caos della città; grandiose le scene al salone del parrucchiere e al luna park, dove scoprirete la gioia segreta di guardare il primo piano di un maialino ubriaco.

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