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Recensione su I segreti di Osage County

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15 marzo 2014

Tratto da una pièce teatrale (e si nota), August: Osage County racconta l’incontro di una famiglia, ad Agosto, nel caldissimo Oklahoma, per commemorare (ma non troppo) la morte per ipotizzato suicidio del padre di famiglia. Ogni personaggio è innegabilmente un mondo a sè stante, molto ben caratterizzato e assolutamente in contrasto con gli altri; la matriarca, la sempre splendida e gigantesca Meryl Streep è il centro nevralgico: malata, cinica, instabile, capace di ridere come una pazza un momento e annientare psicologicamente tutti l’attimo dopo. Concentrandosi molto su lei e le 3 figlie, la storia si dipana lungo un arco temporale ristretto ma pieno di avvenimenti e rivelazioni, con un tono da commedia nera che non si risparmia momenti violenti e urla scatenate. Molto ben scritto soprattutto nella parte centrale, dove il pranzo diventa il momento più teso e riuscito dell’intero film, si lascia andare alla deriva secondo me nella parte finale, crogiolandosi un po’ nella lentezza per poi dare l’ultima sferzata, molto turbolenta e bella, come giusta conclusione. Tutti i comprimari sono grandi attori in piccoli ruoli ( McGregor, Cumberbatch, Cooper, Shepard…), necessari per riuscire a dar subito ai personaggi una certa significatività. Molti bei paesaggi ben fotografati, caldi e gialli, in contrasto con l’oscurità della casa e dei personaggi e belle prove recitative di tutti rendono il film gradevole e meritevole di una visione.

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